Milano – Sciopero della scuola del 13N – Il corteo e la solidarietà

12246796_733047886829144_7535494624331687517_nAncora una volta siamo avanzati insieme, a testa alta contro la legge 107.
Dopo il corteo di studenti e lavoratori del mondo della scuola che il 13 Novembre ha visto la partecipazione a Milano di 4.000 persone vogliamo esprimere e condividere le nostre analisi sulla giornata e sulla fase che stiamo attraversando.

Ci sentiamo di iniziare le nostre valutazioni sulla giornata del 13 prendendo parola su un fatto gravissimo accaduto il giorno precedente. Infatti alle 5 del mattino del 12 Novembre una delle studentesse che più si stava spendendo nell’organizzazione di questo corteo è stata vittima, insieme a diversi compagni, di un gravissimo attacco repressivo e intimidatorio. Casa sua è stata messa a soqquadro da una perquisizione e le è stata notificata l’apertura di indagini con l’accusa di devastazione e saccheggio per la giornata del Primo Maggio scorso. Colpendo lei la Questura pensava di poter destabilizzare la giornata di ieri minando un laboratorio politico che nella metropoli milanese sta riuscendo in maniera nuova e conflittuale a far convergere le forze e le rivendicazioni degli studenti e dei lavoratori della scuola. Colpendo lei volevano indebolire il corteo di ieri portando sul movimento studentesco un clima di criminalizzazione che non è reale. La compagna colpita ieri dalle misure repressive il Primo Maggio era insieme a noi a lottare e costruire un mondo più giusto mentre chi dopo aver distrutto e saccheggiato Milano con Expo 2015 continua a portare avanti le sue speculazioni sulla città e sul paese. Condanniamo il reato di devastazione e saccheggio in quanto reato fascista, espressione di un epoca buia del nostro paese e respingiamo al mittente le accuse di criminalizzazione al movimento.

La giornata del 13N ha avuto la forza di invertire il clima che la Questura con le misure repressive voleva far calare sul movimento a Milano. Il corteo: determinato, chiaro e compatto è riuscito così a rischiarare la giornata andando a rompere e invertire un disegno in cui i movimenti conflittuali debbano essere ghettizzati e mostrando una mobilitazione forte e unita tra studenti, studentesse, lavoratrici e lavoratori della scuola, che esiste e resiste di fronte alle intimidazioni degli inquirenti. Questo laboratorio di sperimentazione tra le diverse soggettività che si sono mobilitate in questi mesi ha di fatto dimostrato che questo contenitore funziona e può funzionare.

Il corteo formato da 4.000 persone è partito da Piazza Cairoli alle 10.30, ha attraversato le vie di Milano per andare all’Ufficio scolastico regionale per la Lombardia di Via Pola, dove ha trovato uno schieramento delle forze di Polizia che non ha esitato a caricare violentemente la folla. Abbiamo contato due teste rotte, contusioni e feriti, ma ancora una volta: nessun indebolimento delle nostre idee e dei nostri contenuti.
Gravi momenti di violenza da parte delle forze dell’ordine anche a Napoli dove sono stari effettuati tre fermi e tre ragazzi sono stati ricoverati in ospedale. Queste sono le consultazioni del governo Renzi a studenti e lavoratori. Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e complicità ai compagni di Napoli.

Il corteo è poi proseguito verso il centro sociale Lambretta, dove si è tenuta un’assemblea conclusiva, che ha permesso anche la costruzione parallela di una piattaforma tra le diverse soggettività milanesi universitarie, con un progetto e un intento comune nella critica al decreto legge Buona Università.

Dal Lambretta ci si è infine mossi per raggiungere l’Accademia di Brera dove per le ore quattro del pomeriggio era in programma una conferenza a cui doveva partecipare il ministro dell’istruzione Giannini che ovviamente dopo l’arrivo dei manifestanti ha scelto bene di non presentarsi e di evitare il confronto.
Questi momenti conclusivi hanno permesso anche la presa in carica di futuri momenti di confronto e di appuntamenti, per un discorso che muove la contestazione all’aziendalizzazione dell’istruzione che è in atto da tempo, in ultima battuta con la riforma della Buona Scuola.

Noi non ci fermiamo e insieme, sorrett* dalla forza dei nostri contenuti, ripartiamo da qui, senza paura.

C.A.S.C. Lambrate
Collettivo Dillinger
Collettivo Universitario Bicocca
Rete Studenti Milano

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.