Scuola – Avanti come? Avanti dove?

“La dad ci costringerà a cambiare“.

Quante volte l’abbiamo sentito dire dai professori?
In molti ci abbiamo voluto credere. Il sogno che il sistema trovi dei momenti di autocritica e si evolva, provando a comprenderci veramente.
Spoiler:
non è successo neanche questa volta.

La DAD è una fallimentare tentativo di trasporre in digitale i metodi antichi e oppressivi di una struttura che considera gli studenti come sacchi da riempire: privi di dignità, sogni e desideri.

La DAD è un fallimento delle istituzioni e degli amministratori, che hanno ignorato le nostre difficoltà, in un momento storico dove la scuola avrebbe dovuto essere un sollievo e non un’ulteriore fonte di stress.

La DAD evidenzia le disuguaglianze che la scuola si vanta di combattere. Silenzia le voci di quelli che non possono parteciparvi a causa di pure questioni economiche, ragazz* che per questo vengono esclusi da una comunità che gli spetterebbe di diritto. Altri che già vivono in situazioni difficili non solo non vengono compresi e aiutati, ma vedono la loro situazione aggravarsi per l’incompetenza emotiva del sistema scolastico imposto, spesso capace di dare come unica risposta ai problemi nozioni e compiti, mentre noi ci allontaniamo sempre di più da chi dovrebbe renderci liberi e invece ci limita.

Che futuro potrà mai avere una scuola che non riesce a staccarsi dai metodi di valutazione tradizionale, dall’insegnamento frontale, dalla mortificazione dell’alunno più fragile o di quello diverso da una norma creata arbitrariamente da loro? Che non si prende cura delle classi meno agiate, ma le punisce e penalizza, troppo spesso etichettando chi è divers* come “pigro” o “ignorante”.

È arrivato il Natale, tra poco ci lasceremo alle spalle il 2020: il tempo passa e la nostra società resta indietro! Forse quest’anno, al posto di spingere la cittadinanza alle spese folli di feste deviate dall’utile economico, il nostro governo e tutti noi potremmo cercare di esaudire i desideri di tanti ragazz*, ai quali stato negato il diritto di sognare il futuro da un presente precario e infelice.

Facciamo sentire la nostra voce, pretendiamo il cambiamento che loro si rifiutano di vedere!

Studenti Tsunami

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