“La Via d’Acqua sta avanzando. Temevamo potesse succedere…”

 

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“La Via d’Acqua sta avanzando. Temevamo potesse succedere”.

Si apre così il testo di lancio della passeggiata ai cantieri di domenica 31.08 fatta dai comitati No Canal.
Un Agosto passato tra il monitoraggio dei cantieri aperti per consentire i lavori “tecnici” di svuotamento del laghetto del sito Expo nell’Olona, l’occupazione degli stessi cercando di ottenere il fantomatico piano B promesso da Sala il 25 Febbraio e la denuncia della sensazione che quei cantieri stessero preparando il terreno per qualcosa di più della deviazione nell’Olona.
Trivelle pronte a scavare a 13 metri, presidio di Polizia e Carabinieri 24 ore su 24 ai cantieri aperti e il silenzio di Comune e Regione non potevano far pensare ad altro.

L’indomani della passeggiata attorno ai cantieri ed alla demarcazione della linea invalicabile No Canal, ovvero la linea di scorrimento del fiume Olona (quella linea che genererà la resistenza ed il rifiuto del canale nei parchi se i cantieri Expo proveranno a superarla) l’Assessore allo sport ma con delega al verde, Chiara Bisconti, dichiara ai microfoni di Radio Popolare che i lavori tra Parco Trenno, Pertini e Cave partiranno in Autunno.

Come al solito non esiste un documento ufficiale, tutto passa dagli organi d’informazione.

La Via d’Acqua, nonostante non sarà pronta per Expo 2015, sembra essere un progetto irrinunciabile. L’Assessora lo dichiara a chiare lettere. Nella stessa intervista dice che è un opera “spiegata e presentata male” ed è un lavoro “importante” che può riqualificare il Parco delle Cave e portare giovamento all’agricoltura, un’opera che ha trovato il finanziamento necessario grazie ad Expo. A dire il vero il tutto viene detto senza portare grandi spiegazioni, ma viene dichiarato che il progetto si sta modificando con esperti e associazioni che lavorano con il Comune di Milano per la salvaguardia del verde pubblico.

I comitati No Canal non ci stanno.
Ripetono che l’opera era inutile e che lo è ancora di più adesso che si sta facendo una deviazione nell’Olona. Decine di milioni di euro per portare 2 metri cubi d’acqua al secondo sono una follia se si pensa che il naviglio perde a causa delle condizioni di fondo e sponde oltre 20 metri cubi d’acqua al secondo tra Abbiategrasso e la Darsena.
I No Canal ricordano come i soldi che si risparmierebbero rinunciando all’opera potrebbero servire a risolvere la ultradecennale questione Seveso.

Sembra che per l’ennesima volta l’asservimento della politica alle logiche speculative e da grande evento faccia lasciare da parte le volontà dei cittadini per far trionfare il vile denaro.

Ma il finale non è scritto, la storia dell’opposizione al canale di Expo è ancora da scrivere.

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