Vie d’Acqua – Chiari e scuri d’Agosto

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Riprendono i lavori per la Via d’Acqua, una delle opere più contestate del discusso grande evento Expo 2015, e con loro anche le proteste dei comitati di cittadini che si oppongono alla realizzazione del canale. Inutile ricordare i motivi della protesta, forse è meglio raccontare cosa sta succedendo. Era il 25 Febbraio e la società EXPO S.P.A., con tanto di comunicato pubblicato sul sito, annunciava la sospensione del progetto Via d’Acqua per dare spazio ad un opera idraulica utile a svuotare il laghetto Expo e portare alcuni, pochi, metri cubi d’acqua nel naviglio e quindi in Darsena e che entro 20 giorni sarebbe stato proposto un piano B.

Bene dal 25 Febbraio al 6 Agosto sono passati molto più di 20 giorni, nessun piano B è stato presentato, nessuna comunicazione ufficiale, ma tramite i media main stream, abbiamo appreso che il laghetto Expo sarebbe stato svuotato nell’Olona perché a prescindere da piano A o piano B i lavori per arrivare alla Darsena non sarebbero stati completati per tempo.
Comune di Milano e Regione Lombardia hanno taciuto, o quando hanno preso parola hanno scaricato responsabilità l’un l’altro e soprattutto sulla società Expo Spa. E così ad agosto sempre con un comunicato Expo SPA comunica la ripresa dei lavori, ufficialmente per proseguire nella soluzione tecnica.

Per riprendere i lavori, gli operai dei cantieri MALTAURO, azienda commissariata perché inquisita in un giro di tangenti per ottenere gli appalti su Expo 2015, sono stati accompagnati al lavoro da Digos, Carabinieri e celere in tenuta anti-sommossa.
Facciamo un piccolo passo indietro. Il comunicato del 3 Agosto della Società Expo Spa parla di deviazione provvisoria nel fiume Olona e di un piano B riguardante la modifica dell’attraversamento dei parchi da parte della Via d’Acqua, piano B che una volta presentato e approvato farà passare il canale per i parchi di Trenno, Pertini e Cave. La deviazione provvisoria nel fiume Olona però significa il completamento di un pezzo importante dell’ORIGINALE progetto Via D’Acqua, ovvero fino a via Appennini il percorso è quello del primo progetto, quindi un lavoro propedeutico per terminare i lavori. E se non bastasse percorrendo questa porzione di percorso passerebbe per l’area inquinata e da bonificare di Via Castellanza.

Ripresa dei lavori, soluzione tecnica e arrivo di questo lotto di cantiere è scritto nero su bianco sul comunicato della società. Ma ci sono altre cose, altre cose che i No Canal hanno scoperto che lasciano intuire che forse in campo esiste qualcosa di più. Non solo a Nord ma anche a Sud dei parchi sopracitati cantieri sembrano crescere proprio sul tracciato della Via d’Acqua. A2A pubblicando i lavori per il teleriscaldamento nella zona Pertini Trenno ha svelato l’esistenza del piano B della Via d’Acqua, sulle cartine di A2A esiste già tracciato il tratto interrato nei parchi.

Alcuni indizi fanno delle prove, tanti indizi fanno molte prove. Sembra difficile pensare che il solo lato tecnico dei lavori ripresi tra via Bolla e via Jona siano veritieri e se così fosse la politica dovrebbe prendere parola. Il problema delle acque a Milano è grave, le esondazioni di Lambro e Seveso l’hanno dimostrato con grande forza. Invece che percorrere l’idea di un canale che era già inutile prima di vedersi deviato nell’Olona e che dopo la realizzazione della variante “provvisoria” lo sarà ancora di più non sarebbe meglio affrontare la questione “acqua” in maniera composita?

Prima di ricominciare lavori non voluti da un ampia fascia di popolazione non si dovrebbe con trasparenza e rispetto presentare il progetto nel suo complesso, prendendosi anche le responsabilità di non procedere alle bonifiche dovute in via Quarenghi/Castellanza?

Expo e lo stato di eccezione che crea può permettere ad aziende commissariate di continuare i lavori come se nulla fosse, e di lavorare in cantieri ai limiti delle condizioni di sicurezza come ha evidenziato il blocco del cantiere di via Jona operato da parte della Polizia Locale oggi dopo lo sgombero da parte della Polizia dell’occupazione del cantiere fatta dai No Canal per avere risposte?
Trasparenza, rispetto, salvaguardia dei parchi, della sicurezza dei lavori, e dei cittadini non dovrebbero valere più dell’ottusità del potere politico ed economico che vuole procedere senza ragione e motivo alla realizzazione di un opera INUTILE, DANNOSA e COSTOSA per di più non voluta dagli abitati?

Oggi i No Canal hanno occupato il cantiere per denunciare tutto questo, se non ci saranno risposte concrete nessuno può pensare di sentirsi legittimato nel proseguire lavori che nulla hanno a che fare con lo sviluppo e il miglioramento di una città e soprattutto sono una forzatura sulle volontà democratiche di chi da mesi esprime con forza, costanza e determinazione un’opposizione di massa ad un opera emblema di tutto il sistema Expo 2015.

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