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27/02 – La bolla olimpica, l’impatto ambientale e sociale delle Olimpiadi invernali da Pechino a Milano

Redazione_Mim

Milano

27 febbraio, ore 16,30 @ Lambretta, via Edolo 10.

I XXIV Giochi olimpici invernali, seguiti dai XIII Giochi paraolimpici invernali, stabiliscono un nuovo primato:
Pechino è infatti la prima città nella storia ad aver ospitato sia i Giochi estivi sia quelli invernali.

La capitale della Cina ha infranto però un altro record: questa sarà la prima edizione alimentata al 100% da neve artificiale!

È infatti diventato sempre più raro trovare Paesi che possano ospitare la manifestazione utilizzando solo neve naturale: a causa del cambiamento climatico, entro fine secolo, sarà possibile farlo solo in 1 delle 21 città che hanno ospitato un’edizione invernale negli ultimi 50 anni.

La scelta di Pechino non è casuale ma segue un piano strategico del governo: creare una destinazione per il turismo invernale che attragga nuovi settori e contribuisca a sollevare dalla povertà la regione.

Al contempo, nella propria candidatura, la Cina ha promesso che avrebbe realizzato la prima edizione a zero emissioni nette della storia.
Tutti gli impianti olimpici sono infatti alimentati al 100 per cento da energia rinnovabile, vengono utilizzati oltre 700 veicoli a idrogeno e tutte le emissioni in eccesso generate dall’evento saranno compensate.

L’innevamento artificiale però ha richiesto notevoli quantità di energia ed enormi volumi d’acqua (250 milioni di litri)! Si è quindi dovuto attingere a risorse idriche locali, esacerbando problemi esistenti di scarsità d’acqua nella zona, con prelievi coatti su cittadini e agricoltori locali

Oltre a queste problematiche, è preoccupante l’eredità che Pechino potrebbe lasciare. Se queste località senza neve naturale si stabiliscono come destinazioni sciistiche, potremmo continuare ad assistere a queste pratiche non sostenibili anche in futuro.

E’ inevitabile pensare al fatto che la città di Milano sarà la prossima località ospitante le olimpiadi invernali.
Nonostante i proclami di sostenibilità dell’evento, ancora poco o nulla è stato fatto di concreto per garantirla, anzi, tutto sembra indicare che il bilancio ambientale peggiorerà gravemente, come già sta succedendo nelle montagne in cui si continua a diboscare per lasciare spazio a nuovi impianti sportivi.

Inoltre, vista la siccità in corso in questo momento nel Nord Italia, uno spreco d’acqua e di risorse analogo a quello della Cina tra 4 anni rischia di essere devastante per la salute del nostro territorio.

Per noi la transizione ecologica non è solo una questione tecnologica! Riguarda direttamente il nostro modello di sviluppo, la nostra modalità di estrarre e consumare risorse, il nostro rapporto con il territorio! Per questo abbiamo organizzato un dibattito pubblico insieme a Silvio La Corte, autore del libro “La Bolla Olimpica: illusioni, speculazioni e interessi dietro ai cinque cerchi”, Off-Topic e Collettivo Zam per parlare insieme dei costi immensi, sia ambientali che economici, che potrebbero avere le olimpiadi invernali di Milano e se è possibile ragionare sul superamento del modello dei grandi eventi che sta caratterizzando Milano negli ultimi anni.

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