Grecia: scongiurato il default. Il prezzo? La Troika gestisce la spesa pubblica!

In questi giorni si sta spianando la strada per una delle più gravi operazioni politico – finanziarie di sempre.

La sovranità dello stato e della politica come gestione della cosa pubblica stanno per essere definitivamente messe in un cassetto creando uno dei più pericolosi precedenti che la storia della “res publica” abbia mai vissuto.

Si è concluso un primo accordo “sulla” Grecia (dire “con” significherebbe dare adito al fatto che la penisola ellenica sia contenta di tale patto) che aiuterà il paese ad evitare l’imminente default.

Verranno quindi stanziati i primi fondi. Chiaro, gli aiuti futuri dipenderanno solamente dall’istituzione di riforme strutturali e dalla disponibilità dei creditori privati ad accettare la perdita di valore dei titoli.

La situazione è davvero folle. Compagn* e amic* grec* , che sentiamo in questi giorni, ci dicono che siamo davvero allo stato brado.
Fatta eccezione di Atene, dove gli animi sono infuocati, ma rimane una certa organizzazione e trama entro cui si muove la protesta, nel resto del paese è il caos:

saccheggi non solo negli esercizi commerciali, ma dentro le case, la formazione di bande di “briganti” che agiscono indiscriminatamente…
Povertà allo stato puro insomma, una povertà che scatena non solo odio giustamente riversato contro il sistema, ma provoca disagi tra i cittadini e la popolazione civile.

Le scellerate richieste della Troika alla Grecia stanno causando una situazione di rabbia, fattore assolutamente positivo in questo caso, ma anche di PAURA generale, e la paura, a volte, può mettere gli uni contro gli altri.

Se la politica non si occupa più dei suoi cittadini, non illudiamoci che possa farlo la finanza.

Sembra che UE, BCE eFMI  non vogliano mettere da parte gli interessi di banche e finanza e abbiano deciso di sacrificare il benessere sociale dei singoli e della collettività.

Lo sembra ancora di più oggi che si inizia a parlare di una gestione da parte della Troika della spesa pubblica. Questo è davvero incredibile e sa di fantascienza.

La gestione dei fondi per il sociale da parte di un corpo prettamente finanziario potrebbe avere effetti catastrofici. A lungo termine è peggio di un default.
L’imbarbarimento della società potrebbe essere un miraggio reale, un’ipotesi da prendere in considerazione.
Un organo finanziario non è in grado di comprendere i bisogni e le aspettative delle persone.
Non ha i titoli e le competenze per sapere quali misure adottare, quali le necessità ove intervenire, quali i settori da valorizzare, quali le basi da cui partire per rimettere in moto il sistema sociale dopo la batosta imposta.

Ecco fatto: decide la finanza, non la politica.

Il 2012 pare davvero essere l’anno dell’apocalisse…solo che questa catastrofe non è generata da fattori geologici, ma dal potere del capitale sulla persona.

Sembra una frase scritta nell’8oo e forse qualcuno ha azionato la macchina del tempo.

E’ un brutto scherzo?

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