Graffiti&spugnettari – Una chiacchierata con Pao

11053414_671506782983255_5177859567742555486_nÈ il 15 Maggio, siamo in via Cesariano. La falce delle spugnette colpisce ancora, indiscriminatamente, qualunque messaggio disegnato sui muri della città. Questa volta le vittime sono dei pericolosissimi fantasmini e dei temibili pacman dipinti in via Cesariano dagli artisti Pao e Linda, nell’ormai lontano 2001. La protesta dei residenti è immediata “Quel graffito piace a mia figlia che viene qui tutti i giorni a giocare”, insorge un genitore. Ma vivono questa vicenda gli autori di quel graffito? Pao, che da subito si è impegnato per reagire a questo fenomeno, racconta a MilanoInMovimento i suoi pensieri.

-ll 15 Maggio, alcuni “volontari per il decoro” cancellano il graffito fatto da te e Linda nell’ormai lontano 2001. Molti residenti, evidentemente fortemente legati a quell’opera protestano immediatamente. Ti aspettavi tanta immediata solidarietà?

No, non mi aspettavo una reazione tanto forte da parte di così tanta gente. Nello stesso giorno ed in quelli successivi ho ricevuto tantissimi messaggi di residenti e non che mi raccontavano le loro esperienze legate alla piazzetta ed il loro sconforto legato alla cancellazione. Così tanta solidarietà mi ha commosso e mi ha riportato a riflettere sull’importanza dei luoghi pubblici e della loro fruizione, tema per il quale ho iniziato a dipingere tanti anni fa.

-Ci racconti la storia di quell’opera?

Nel 2001 avevo iniziato da poco a dipingere per strada, sopratutto i pinguini sui paracarri stradali. Via Cesariano era la piazzetta che frequentavo spesso con la mia compagnia e a quei tempi era abbastanza abbandonata a se stessa con una fontana rotta, senza giochi. Era solo uno spiazzo di cemento, con quattro aiuole, Unico tocco alla creatività alcune sfere di granito che completavano l’arredo urbano. Partendo da quelle cominciai a pensare a come poter colorare la piazza e quelle sfere si trasformarono presto in “smile” colorati. Pensai che su quei muretti si potesse narrare una storia, un conflitto tra due popolazioni diverse, i pacman ed i fantasmi, pensai che fosse una bella idea e cominciai a proporla ad alcuni degli abitanti ed ai negozianti. Pian piano raccogliemmo i primi fondi e con essi dipinsi la prima scena, seguita nelle settimane successive dal resto. Linda intanto dipingeva sugli altri muri. Dei volantini comunicavano ai residenti le intenzioni, i ragazzini della piazza stavano a guardare e a volte ci aiutavano. Finimmo con una bella festa di quartiere, autorganizzata e gioiosa.

-Cosa ne pensi dell’ondata esplosa dopo i fatti del Primo Maggio che ha portato centinaia di persone a scendere in piazza a cancellare, senza fare eccessive distinzioni, tutto ciò che veniva ritenuto “poco decoroso” per la città di Milano arrivando a scene non proprio edificanti come la cancellazione delle scritte per Carlo Giuliani?

E’ tema complesso ed una risposta non può essere priva di doverose sfumature. I fatti del 1° Maggio già da soli meritano una lunga analisi e solo partendo da questi si può parlare della manifestazione di due giorni dopo. Semplificando, ad ogni azione corrisponde una reazione opposta e contraria, così se durante il corteo del 1° Maggio abbiamo assistito all’azione di alcuni estremisti, poi abbiamo assistito alla reazione estremista di alcuni benpensanti, che di colpo volevano cancellare tutto, anche dipinti legittimi, rivendicazioni politiche storiche e qualsiasi forma di devianza dal loro rigido schema mentale.
La città è luogo dove si incontrano e si scontrano opinioni e idee differenti, è il luogo delle complessità, bisogna imparare a riconoscerlo.

– Ci racconti il percorso che ha portato al rifacimento del murales di Via Cesariano?

Il giorno della cancellazione, ho ricevuto una telefonata da un giornalista che mi raccontava del video della protesta, subito dopo ho ricevuto una telefonata dall’assessore Maran, che mi chiedeva scusa e mi chiedeva se c’era la possibilità di rifarlo. Per quanto mi riguardava la polemica era già esaurita sul nascere, mentre sui social e sui giornali è andata avanti per giorni, tra opposte fazioni, favorevoli ai murales e amanti dell’ordine. Pochi giorni dopo sono stato contattato dal Consiglio di Zona 1, che ha organizzato un incontro per organizzare la ripittura e per mettere punto alle polemiche. All’incontro era presente anche l’associazione Retake, che aveva organizzato la cancellazione. Ho proposto di realizzare un intervento partecipato, ho quindi contattato alcuni dei genitori della piazzetta, che si sono spesi per fare da tramite coordinando i genitori ed i bambini, abbiamo raccolto prima alcuni bozzetti ed idee e siamo così arrivati al 12 pronti per dipingere e con file di bambini ansiosi di prendere pennello e colore. E’ stata una bella esperienza, con decine di bambini di tutte le età pronti a colorare la piazzetta. La pioggia ha rallentato un po’ i lavori, anche se quasi finita, nei prossimi giorni dovrò tornare a completarla. Un’esperienza davvero piena di entusiasmo, con la piazza viva e partecipata.

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