Shireen Abu Akleh: armata di telecamera e uccisa dall’esercito israeliano

Oggi le forze israeliane hanno sparato e ucciso una corrispondente di Al Jazeera molto conosciuta in tutto il mondo arabo. Nonostante indossasse un giubbotto da stampa con la grossa scritta ”PRESS”, la palestinese Shireen Abu Akleh, 51 anni, è stata colpita alla testa durante la copertura dell’incursione che i soldati israeliani stavano facendo a Jenin. E’ stata trasferita velocemente all’ospedale Ibn Sina, dove è stata dichiarata morta.

Durante uno dei tanti, troppi raid dell’esercito israeliano nel campo profughi di Jenin nella Palestina occupata, un gruppo di giornalisti, lì per seguire il raid, è stato preso di mira dall’esercito all’ingresso principale del campo, vicino alla rotonda principale. Un luogo, secondo gli abitanti palestinesi, troppo pericoloso quando arrivano i soldati perché è molto ampio e non ci si può nascondere quando i soldati sparano.
La collaboratrice di Middle East Eye, Shatha Hanaysha, ha detto che lei e un gruppo di sei giornalisti, tra cui Shireen Abu Akleh, erano insieme quando sono stati presi di mira dai cecchini israeliani.
Anche un altro giornalista di nome Ali Asmoadi, che lavora per il quotidiano Al-Quds con sede a Gerusalemme, è stato ferito da un colpo di pistola. Per fortuna lui risulta in condizioni stabili.

Shireen Abu Akleh è stata una delle giornaliste più importanti del mondo arabo.
È entrata a far parte di Al Jazeera nel 1997 e ha seguito quasi tutti i principali eventi in Palestina, in particolare la Seconda Intifada tra il 2000 e il 2005 e le violenze israeliane nella Striscia di Gaza.
“Shireen era un’icona per le giornaliste palestinesi e un’icona per la stampa palestinese”, ha affermato Kholoud Assaf, capo del comitato delle donne giornaliste presso il Sindacato dei giornalisti palestinesi.
La sua morte avviene proprio pochi giorni prima del triste anniversario in cui i bombardamenti israeliani hanno distrutto – il 15 maggio 2021 – la torre Al Jala di Gaza che ospitava le sedi di Al Jazeera, la Associated Press e altri uffici di media internazionali. Un anno esatto fa, inoltre, un bombardamento israeliano notturno sempre nella Striscia di Gaza ha ucciso Reema Saad, una giornalista di 30 anni, al quarto mese di gravidanza. Per lei ancora non c’è stata giustizia.
Oggi è morta l’ennesima persona palestinese, oggi è morta una grande donna che da anni entrava nelle case di tutte con le notizie dal campo, sempre in prima linea. Oggi è morta una giornalista, e la Palestina rischia di essere sempre più isolata.
E mentre israele incolpa i palestinesi della morte di Shireen, il mondo arabo piange l’ennesima sorella che ci ha lasciate.

Nassi LaRage

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