Contro i vostri muri


Mediglia, Magenta, Vimodrone, Malpensa, Besate, Melegnano, Peschiera Borromeo, San Donato, Novara, Cinisello Balsamo, Bresso, Cascina Gobba, Mecenate e tanto tanto altro.
Con un solo permesso da 6 mesi eri riuscito miracolosamente a trovare lavoro in zona? Questo non importa alla Prefettura, come non importano tutti i percorsi di inclusione avviati con e dal quartiere. La modalità con cui vieni sballottato da una parte all’altra della Lombardia è ancora più agghiacciante, un foglietto di carta la sera prima, senza che ti venga specificato più o meno in che parte del Nord Italia verrai ”ricollocato”, e poi la mattina tutti sul pulmino alla scoperta di nuovi lidi in giro per la pianura padana.
E cosi saltano posti di lavoro trovati con fatica, scuole di italiano, ”lavoretti”, ma anche amicizie e percorsi che comitati come Zona 8 Solidale avevano incominciato da un anno mostrando che un altro modo di intrecciare legami con i percorsi di accoglienza in città è possibile.

Chi il primo Novembre dell’anno scorso era corso sul carro dei vincitori a farsi i selfie durante una delle iniziative più riuscite negli ultimi anni per scongiurare l’avanzata delle destre in quartiere, nel migliore dei casi non ha fatto niente, nel peggiore invece ha detto cose del tipo: ”La Caserma Montello è un modello esportabile in Libia”, ecco, la demenza di queste affermazioni non merita commenti. Salvaguardare ciò che è stato fatto da un anno a questa parte non è stato reputato di MINIMO INTERESSE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI. Perché ciò che di buono c’era in questa esperienza di ”accoglienza” non era il filo spinato che circondava le mura del CAS, ma chi DA FUORI ha saputo costruire legami, iniziative, feste, cene multietniche con centinaia di persone e molto molto altro. Se al posto di Zona 8 solidale ci fossero stati i nazisti di Lealtà e Azione oppure CasaPound, ci piacerebbe sapere chi a un anno di distanza si rivendicherebbe la Montello come un esperienza di buona accoglienza.

TORNANDO A NOI, quasi tutti i nostri atleti sono stati ormai trasferiti, sono stati due mesi di forte stress psicologico, due mesi in cui ogni tre giorni saltava fuori sul nostro gruppo whatsapp che qualcuno sarebbe stato ”ricollocato”, due mesi in cui siamo passati da avere 30 persone agli allenamenti a una scarsa decina. Insomma, negli ultimi due mesi sono calati dal cielo una infinità di ostacoli, che ci hanno scosso, che ci hanno fatto arrabbiare, e che ci hanno posto nuove sfide per il futuro. Alcuni a causa dei ricollocamenti dovranno rinunciare a questo progetto, perchè se sei a 2 ore da Milano è umanamente impossibile farne parte, altri invece ci si sono avvicinati proprio perchè ormai siamo ovunque. Se i muri non sono solo quelli fisici, ma anche gli ostacoli e le barriere invisibili che ci vengono poste dalle istituzioni, la Prefettura ha murato il nostro progetto, i percorsi che le soggettività che compongono la nostra squadra avevano avviato individualmente nel quartiere, e infine tuttò ciò che i comitati di zona hanno con fatica costruito nell’ultimo anno.
Il nostro logo però parla chiaro, se esistono muri e barriere, il nostro ruolo sarà quello di abbatterle. Per arrivare fin qui di muri ne abbiamo già rasi al suolo molti, e non sarà di certo questa ennesima grande mazzata che ci hanno posto le istituzioni a fermarci. Ora siamo alla ricerca di un nuovo equilibrio, dobbiamo ritrovare il modo di far gruppo nonostante la distanza, nonostante metà della squadra sia cambiata e nonostante tutto lo stress che abbiamo dovuto sopportare gli ultimi mesi. Dopodiché torneremo a farvi il culo sul campo. Non ci hanno fermato i vostri dinieghi, le vostre leggi securitarie, la vostra smania di decoro, non ci fermerà neanche la vostra incompetenza nel radere al suolo i percorsi che fanno la differenza in città.

Siamo nati senza chiedervi il permesso e spesso e volentieri in contrapposizione al vostro modo scellerato di governare, lo continueremo a fare come prima, più di prima.

Ci vediamo sui campi da calcio!

Black Panthers FC

Pubblicato da Dave, il 6 dicembre 2017 alle 15:41

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