Il Lambretta è di tutti…la storia continua
Quando ti addentri in via Apollodoro sembra di non essere a Milano.
Una vietta tra antiche villette e giardinetti da sogno, un silenzio magico, unatmosfera serena.
Per questo, ad un mese dalla sgombero, il Collettivo Lambretta ha deciso di rientrare in quelle palazzine che aveva messo a nuovo; perchèdopo solo un mese il degrado era tornato e si stava impossassando di quel patrimonio pubblico.
Il periodo non era dei migliori, le palazzine “denudate” della solidarietà che le aveva ricoperte, così vuote, gelide, abbandonate; il gas tagliato; i corto circuiti provocati durane l’azione di sgombero da parte degli operai dell’Aler, i tubi tranciati con proccupanti perdite d’acqua; i vetri rotti…
No, non sarebbe stato facile, ma il Collettivo ha deciso di provarci comunque: troppo alto il prezzo dell’abbandono.
I lavori sono andati un pò lentamente, ma le iniziative che si potevano metter ein moto sono state subito avviate: il cineforum con dibattito, come nel caso di Diaz, l’incontro sul 12 dicembre con i Ponte della Ghisolfa e l’associazione Varalli e Zibecchi, il percorso di quartiere con una prima assemblea, la cena di Natale…e tutto ciò che è stato programmato e che è già in programma per il futuro.
Ora le palazzine finalmente sorridono di nuovo, e sorridono grazie al calore che giovani e meno giovani continuano a portare, proprio come nella cena di ieri, 14 gennaio, due mesi dopo la grossa mobilitazione del 14 novembre che in tutta Italia e a Milano, nelle realtà di Casc Lambrate e Rete Studenti, ha visto denunce, perquisizioni e arresti ordinati da chi non vuole ascoltare il dissenso ed è determinato a dividere le piazze in buoni e cattivi, operazione facinorosa vista la grandezza dei cortei.
La cena si è svolta nel clima più spensierato e allegro, nell’amara consapevolezza, però, che la lotta non si arresta nè si denuncia e che continueranno le proteste contro austerity e dominio della finanza.
Il Collettivo lambretta vi invita a partecipare le iniziative e continuare a proporne di nuove…
Il Lambretta è di tutti e tutte!