ZIP a rischio sgombero – Qualche nota sul valore delle pratiche di autogestione

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Non capita spesso che un gruppo di studenti medi decida di occupare uno spazio, di prendere in mano la propria storia politica, scegliere un posto lasciato abbandonato e ridargli vita con una serie di iniziative che vanno dagli incontri di auto-formazione sui temi caldi della nostra fase storica alla sperimentazione musicale, dai bellissimi murales fatti da Rouge fuori dallo spazio alle proiezioni di film…
Eppure qualche volta succede. Succede nel centro di Milano, città che cambia rapidamente forma sotto la spinta dei processi di gentrificazione e di appiattimento del tessuto sociale i cui frutti vediamo quotidianamente svilupparsi in quartieri profondamente trasformati come Isola e Ticinese, ma che a breve si potranno sviluppare in altre zone della metropoli.

Succede nella città che elegge sindaco il deus ex-machina del grande flop universale, la maggiore mistificazione mediatica dei nostri tempi: Expo 2015. Sindaco che si autodefinisce di sinistra e che da quello che stiamo vedendo su qualcosa intende garantire la continuità con la giunta precedente: l’amministrazione Pisapia ci ha infatti regalato 30 e più sgomberi (veramente difficile tenere il conto!) che di gentile non hanno avuto proprio niente, ma se dobbiamo dirla tutta neanche di sensato, visto che quegli stabili sgomberati non hanno visto nessuna riqualificazione e ancora versano in quel deprimente stato di abbandono in cui erano prima che qualcuno, con la propria passione e la propria intelligenza se ne prendesse cura. Tanti sono gli esempi che potremmo citare di questa miopia politica… Uno su tutti ci viene in mente e grida vendetta: lo sgombero di ZAM di Via Olgiati, effettuato a tambur battente 3 anni fa con lo scopo di…lasciare gli spazi nell’abbandono in cui versavano prima dell’occupazione (ma sorvegliati dalla vigilanza privata!).

Già, perché ci vuole passione, e ci vuole un sacco di intelligenza, di impegno e di senso del comune per dedicare tempo e fatica a rimettere in sesto uno spazio per restituirlo all’uso della città e dei suoi abitanti, sapendo che da un momento all’altro potrebbe intervenire chi il proprio impegno lo dedica a mettere a tacere il dissenso per chiuderlo un’altra volta e restituirlo al degrado.

Ogni giorno, al di fuori dei palazzi del potere, i collettivi autonomi creano comunità resistenti che riproducono schemi e processi di mutuo soccorso, estranei al dilagante individualismo neoliberista. Questo è lo spirito che ha promosso la nascita di Zona Indipendente Politica all’interno di un ex asilo, e che l’ha fatta crescere come alternativa a uno status­ quo che non ha nulla di umano.

L’attenzione distruttiva delle forze delle repressione si rivolge oggi a ZIP, e produrrà l’ormai scontato risultato: lo sgombero, vigliaccamente annunciato in pieno Agosto, con la città vuota e gli studenti in vacanza, ma la disumanità del presente non ucciderá l’umanitá del nostro futuro.

ZIP

Rete Studenti Milano

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