Cremona 2015 – Ribaltata la sentenza di primo grado, torna devastazione e saccheggio

Tre condanne per devastazione e saccheggio a pene superiori ai 3 anni.

Sono passati ormai quasi sei anni dal corteo antifascista che attraversò Cremona il 24 gennaio 2015.

Una manifestazione organizzata a seguito dell’aggressione fascista al centro sociale Dordoni che aveva visto finire in coma Emilio, un suo militante.

Alla mobilitazione avevano preso parte circa 10.000 persone che avevano tentato di raggiungere la sede cittadina di Casa Pound difesa da un ingente schieramento di sicurezza. Ne erano seguiti scontri con un fittissimo e continuo lancio di lacrimogeni.

La giornata di Cremona ha avuto una coda repressiva lunga e complessa da seguire.

Questo perché l’indagine è stata divisa in due tronconi.

Il primo troncone che vedeva sul banco degli imputati 4 antifascisti ha già visto la Corte di Cassazione confermare e mandare definitiva la sentenza che infliggeva tre condanne per devastazione (3 anni e 8 mesi) e una per resistenza aggravata (2 anni e 1 mese) nel settembre 2018.

Il secondo troncone, smentendo il primo, aveva visto il processo di primo grado alleggerire la posizione dei tre imputati riqualificando il reato da devastazione e saccheggio (che prevede dagli 8 ai 15 anni di carcere) ai semplici resistenza e danneggiamento.

Ieri l’Appello ha ribaltato la sentenza di primo grado distribuendo condanne pesanti e, nei fatti, fotocopia di quelle emesse nel primo troncone. I giudici hanno condannato due imputati a 3 anni e 8 mesi di reclusione, e l’altro a 3 anni e 6 mesi.

Ora toccherà nuovamente alla Cassazione prendere parola e decidere se confermare l’uso abnorme di questo reato o portare tutto a dimensioni più ragionevoli.

Va ricordato che le pene potevano essere più alte poiché i processi si sono svolti col rito abbreviato che vede comunque l’abbassamento di 1/3 dell’eventuale condanna.

Continueremo a seguire la vicenda ricordando che domani (21 gennaio) è prevista la sentenza di chiusura (a 10 anni dai fatti) del maxiprocesso NoTav a Torino.

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