La montagna non si arrende! Convergenza nelle Terre Alte

9 febbraio 2025.
A un anno dall’inaugurazione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, 14 iniziative in 10 regioni dalle Alpi agli Appennini, nella più ampia mobilitazione a difesa delle Terre Alte degli ultimi anni: è stato bello, lo abbiamo fatto e lo rifaremo, in montagna come in città. Noi eravamo a Bormio con Ape Milano e Bormini per l’Alute, oltre agli Antiautoritari della Valtellina e decine di altri abitanti della zona, che da tempo denunciano la inutilità e il danno di un nuovo impianto di risalita (pista Stelvio) dipendente da un nuovo bacino di innevamento artificiale, così come dello “Ski Stadium” per gli “ospiti vip” e delle collegate opere del cavalcavia Trippi e della “tangenzialina” che andrebbe a devastare la piana agricola dell’Alute. Dopo esserci ritrovati nella piazza centrale di Bormio, abbiamo attraversato con un primo corteo il paese per poi dirigerci sui sentieri attorno e ritornare, nel pomeriggio per le strade cittadine con una marcia a punti informativi, conclusasi all’attacco delle piste da sci.

I Giochi olimpici non inventano nulla, ma si inseriscono e accelerano un modello di sfruttamento dell’ambiente montano e delle sue risorse che contrariamente a quanto si dice devasta comunità e territori, disgregandone il tessuto sociale per favorire unicamente la monocoltura turistica e i sempiterni padroni delle costruzioni. Un filo nero lega le nocività montane a quelle urbane, a pagare le conseguenze di ferite aperte per un evento di poche settimane sono gli/le abitanti di quartieri e comunità, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, ciò che è in ballo è proprio la abitabilità per la maggior parte delle persone.

Un’altra bella prova di tutta la rete nazionale che, prima attorno al CIO e poi rispondendo all’appello “La montagna non si arrende”, si è formata in opposizione al modello olimpico e che tornerà a convocarsi nei prossimi mesi.

C.I.O. Comitato Insostenibile Olimpiadi

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