Milano, in corteo per la libertà di Ocalan e del popolo curdo

Più di 1.000 oggi in corteo nel capoluogo lombardo.

Con la sconfitta (almeno per il momento) militare di ISIS l’Occidente sembra già essersi dimenticato dei curdi.

Le nostre società, si sa, hanno la memoria corta. Anche il disastro afghano di agosto è finito velocemente nel dimenticatoio.

Molti si sono dimenticati del ruolo giocato dai curdi nella battaglia contro il Califfato e hanno rimosso dalle loro coscienze la feroce repressione messa in atto da Erdogan contro questo popolo. Un Erdogan rinfrancato dagli ultimi successi geopolitici della Turchia, sia in Libia che nello scenario asiatico.

Come già scritto altre volte però, per fortuna, c’è una parte della società che non dimentica i curdi e che anche oggi è scesa in piazza per reclamare la liberazione del leader curdo Ocalan rinchiuso del 1999 nel carcere-fortezza di Imrali.

Lo stesso appello di lancio della piazza di oggi recitava:

Intanto in Turchia aumenta la repressione con il preciso obiettivo di mettere a tacere qualsiasi opposizione democratica. Occupando interi territori in Medio Oriente, Erdogan sta distruggendo la storia e l’identità culturale, provocando esodi di massa di intere popolazioni. Catastrofi umanitarie, come quelle provocate in Siria (ad Afrin prima, a Serekaniye e Gire Spi, Sinjar ora) invase, saccheggiate e occupate da turchi e alleati jihadisti sono la dimostrazione della barbarie del regime di Erdogan che espande le sue mire a tutta l’area del Mediterraneo orientale. L’invio di mercenari islamisti in Libia è uno strumento col quale esercitare maggiore pressione sull’Europa, giocando la carta dei profughi e delle risorse energetiche.

Il corteo, partito da piazza San Babila è terminato in piazza della Scala, davanti a Palazzo Marino.

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