Benvenuti in uno Stato di Polizia: il Governo Meloni raddoppia la repressione con il nuovo Pacchetto Sicurezza
Il Governo Meloni ha presentato un Pacchetto Sicurezza composto da un Disegno di Legge “In materia di Sicurezza Pubblica, di immigrazione e protezione internazionale nonché di funzionalità delle forze di Polizia e del Ministero dell’Interno” e da un Decreto Legge “per il potenziamento operativo e organizzativo del Ministero dell’Interno e delle Forze di Polizia”.
Si tratta di una strategia ridondante volta ad aggredire, come è già stato fatto l’anno passato, l’iter legislativo e piegarlo a una volontà repressiva.
Oltre a una serie di misure sui furti, sulla “violenza giovanile” (proseguendo l’antieducativo Modello Caivano), sulla microcriminalità (con particolare attenzione sulla detenzione di strumenti di offesa e sulla loro vendita) e sullo spaccio, il Pacchetto Sicurezza si concentra sulla repressione del dissenso, sul controllo oppressivo della migrazione e sull’estensione delle tutele per le Forze dell’Ordine.
In particolare, il DDL propone, per la Sicurezza Pubblica:
-l’estensione del divieto di accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane, anche per persone denunciate o condannate per reati connessi a manifestazioni.
-l’introduzione dell’arresto in flagranza differita nei confronti di chi ha commesso il reato di danneggiamento in occasione di manifestazioni pubbliche.
–un’estensione delle possibilità di fare perquisizioni, a tutela della sicurezza pubblica. Anche sul posto, in occasione di manifestazioni.
–la possibilità di fare fermi di prevenzione (trattenimento in uffici di Polizia fino a 12 ore) nei confronti di persone sospettate di rappresentare un pericolo per il “pacifico svolgimento” delle manifestazioni.
-introduzione di un illecito penale per chi non si ferma all’alt delle Forze dell’Ordine e si dà alla fuga.
-introduzione del divieto di partecipare a pubbliche riunioni o di prendere parte a pubblici assembramenti.
-introduzione della non iscrizione del personale delle Forze dell’Ordine nel Registro delle Notizie di Reato se il fatto è compiuto in presenza di una giustificazione (per esempio la legittima difesa).
-estensione della tutela legale per il personale delle Forze dell’Ordine, delle Forze Armate e del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
-introduzione e porto sul territorio nazionale di armi in dotazione al personale di forze di Polizia straniere.
Invece, il DL propone in 25 articoli:
-l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata (cosiddette “zone rosse”). Possibilità (oggi prevista solo in casi eccezionali e urgenti) per il Prefetto di individuare delle zone caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità, in relazione alle quali è vietata la permanenza ed è disposto l’allontanamento dei soggetti segnalati dall’Autorità giudiziaria per particolari reati.
-nuove installazioni di sistemi di videosorveglianza.
-il potenziamento dei presidi territoriali della Polizia di Stato.
-l’introduzione negli impianti sportivi del riconoscimento facciale a supporto delle operazioni di Polizia per adottare Daspo e procedere ad arresti in flagranza differita.
Il Pacchetto Sicurezza è il segnale che il Governo Meloni vuole fare un salto di qualità in direzione della radicalizzazione a destra del paese. Con modelli l’Ungheria di Orban, la Turchia di Erdogan, Israele e non da ultimi gli Stati Uniti di Trump.
Chiudere gli occhi di fronte alla vera natura del Governo Meloni non è più possibile.
Altre informazioni sul progetto repressivo.
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