Comune di Milano: prima sgombero e poi…poi metto a bando!

 

E così è arrivato.
A meno di un mese (23 Luglio) dallo sgombero a suon di manganellate di Zam è stato reso pubblico dall’Assessorato area metropolitana, casa e demanio il “famigerato” bando del Comune sull’area di Via Santa Croce 19 (http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie+new/casa+demanio+lavori+pubblici/5mila_metriq_santa_croce)

10489899_742618149138478_8085947845450392364_nIl bando, protocollato a fine Giugno, è ora di pubblico dominio.
E’ aperto a soggetti profit (andiamo bene!) e non profit e prevede, testuali parole: “…progetti orientati al riutilizzo dello spazio che dovranno essere in grado di ampliare e qualificare l’offerta di servizi e di attività di interesse pubblico sul territorio e promuovere la coesione sociale. Questo significa garantire una funzione polivalente. (…) In coerenza con la strategia di recupero e restituzione alla città di immobili e spazi inagibili e non utilizzabili“.

Incurante del ridicolo il Comune di Milano che si è premurato di svuotare un posto vivo e pieno di progetti con l’ausilio di Magistratura e Questura lancia ora un bando per riempire di progetti sociali lo spazio appena svuotato!
Gli stessi progetti sociali portati avanti da Zam per più di un anno…
Progetti tra i quali, urge ricordarlo, c‘erano: un’osteria popolare, una sala concerti, una palestra di arrampicata, una polisportiva popolare, un’aula studio, un laboratorio fotografico, un’aula per gli studenti, un laboratorio hip-hop e chi più ne ha più ne metta.

Siamo curiosi di sapere come verranno affrontati e risolti i pericolosissimi danni e cedimenti strutturali che, a detta della perizia del Comune, mettevano a rischio l’intero stabile per non parlare del quartiere…
Lo stabile verrà totalmente abbattuto e ricostruito?
O basteranno semplici lavori di stabilizzazione e contenimento?

Non osiamo immaginare quanti milioni di euro serviranno per riavviare un luogo che già faceva socialità in modo totalmente gratuito. 
Un’ulteriore conferma che, al di là della retorica della Giunta Arancione, a Milano contano solo le quantità di capitali che i soggetti sono disponibili a mettere sul tavolo.
Ma del resto, non si poteva certo consentire l’esistenza di un centro sociale a 100 metri dalla nuova Darsena cuore pulsante del grande bluff Expo 2015!

Il bando è stato presentato sotto Ferragosto (forse nella speranza che tale indecenza passasse sotto silenzio) e le domande di partecipazione vanno presentate entro il 30 Ottobre.
Un lasso di tempo brevissimo. Breve, troppo breve.
Praticamente un progetto complesso ed articolato deve essere presentato in meno di due mesi.
Qualche dubbio sorge spontaneo… Ma non è che qualche progetto su Via Santa Croce era già pronto da un bel po’ di tempo?
Eravamo consapevoli dei grossi appetiti che scatenava uno stabile comunale in una zona così centrale.
Siamo curiosi di capire chi si aggiudicherà il bando.
Noi qualche idea già ce l’abbiamo…

Allo stato attuale, mentre sui social media i commenti sarcastici si sprecano (significativo questo: “Laddove fanno il deserto, lo chiamano pace. Sgomberano uno spazio vivo e attivo per farci un bando per promuovere la coesione sociale. Pusillanimi e ridicoli come un elefante che cerca di nascondersi dietro un albero“), Zam di via Santa Croce (come del resto via Olgiati) giace in stato di penoso abbandono.
Gli operai hanno lamierato e blindato tutti gli ingressi per impedire qualsiasi accesso allo stabile.
In aggiunta a ciò il graffito dedicato a Carlo Giuliani è stato cancellato.
Come a dire che…al peggio non c’è mai fine.

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2 risposte a “Comune di Milano: prima sgombero e poi…poi metto a bando!”

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    Comune di Milano: prima sgombero e poi…poi metto a bando! — MilanoInMovimento

  2. […] di recupero e restituzione alla città di immobili e spazi inagibili e non utilizzabili“ (“Comune di Milano: prima sgombero e poi… poi metto a bando!”, Agosto 2014). Peccato che fino al giorno prima ZAM fosse tutt’altro che inutilizzato, ma di […]

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