Fridays For Future torna in piazza. Per la giustizia climatica. E contro la guerra

Oggi 5.000 in piazza a Milano.

Sono passati più di cinque mesi dalle grandi mobilitazioni milanesi in occasione della pre-Cop che portarono in piazza decine di migliaia di giovani e giovanissimi per reclamare giustizia climatica. Un lasso di tempo brevissimo in cui il globo ha subito una nuova, drammatica accelerazione. L’ottobre scorso scendeva in piazza il più grande corteo dall’inizio della pandemia, ma ancora non avevamo affrontato la quarta ondata del Covid che ci ha colpiti nelle ultime settimane del 2021 portando i morti a quasi 160.000 in poco più di due anni. Ma cosa ancora più importante, l’Europa non era ancora stata precipitata nella guerra, un evento che ha una data precisa: il 24 febbraio 2022 quando è iniziato l’attacco russo all’Ucraina.

Tante le persone in piazza dunque, anche se rimangono lontane le cifre di appena qualche mese fa. E’ come se Fridays For Future soffrisse (e sarebbe strano il contrario) i giganteschi eventi che stanno caratterizzando la storia mondiale negli ultimi due anni. Un movimento, quello per la giustizia climatica, che soffre, ma che tiene botta, anche perché il tema del clima è più attuale che mai: in Lombardia è in corso un’ondata di siccità che potrebbe, forse, avere fine solo settimana prossima. Una prova della gravità della situazione si ha dal livello del Po che, a marzo, ha ragggiunto i livelli che abitualmente raggiunge ad agosto, in piena estate. La guerra in corso inoltre, sta rendendo ancor più difficoltoso il già accidentato percorso verso la transizione ecologica.

Studentesse e studenti scesi in piazza oggi sono gli stessi che negli ultimi tre mesi si sono resi protagonisti del più grosso ciclo di occupazioni nelle scuole superiori dai tempi dell’Onda (parliamo dell’autunno 2008) e che, un po’ ovunque, hanno messo in piedi collettivi che sono sorti un po’ come funghi. Sintomo questo che dopo due anni di pandemia che ha devastato la socialità e i rapporti umani all’interno dell’universo scolastico c’è nuovamente voglia di mettersi in gioco e dire la propria.

Nel corteo di oggi tutti i partecipant* avevano ben chiaro il nesso tra richiesta di giustizia climatica e richiesta di pace.

Lungo il percorso della manifestazione da segnalare un’azione ad Assolombarda contro l’Alternanza Scuola-Lavoro, questione che ha infiammato le piazze nelle ultime settimane e per rilanciare il grande corteo che si terrà domani a Firenze indetto dagli operai della GKN con una piattaforma che mette in evidenza che salute e lavoro non possono essere messi in conflitto. Al passaggio alla Prefettura l’obiettivo è stato invece il Governo Draghi che, dopo il Covid, con la guerra ha trovato una nuova scusa per rallentare la transizione ecologica riscoprendo addirittura il carbone come fonte di energia.

Un movimento insomma che resiste al susseguirsi di emergenze e che forse necessita una maggiore strutturazione per riuscire ad essere autosufficiente dalla spinta mediatica che, lo scorso autunno c’era e ora no.

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