Giornata di mobilitazione contro DDL Sicurezza, guerra e zone rosse

Il DDL Sicurezza colpisce tante persone in Italia, in particolare le più marginalizzate: famiglie indigenti, persone senza fissa dimora, persone migranti e transitanti, soprattutto se prive di documenti, persone razzializzate e private della libertà. Inoltre, criminalizza chi pratica conflitto e solidarietà, colpendo lavoratori e lavoratrici in lotta per i diritti, movimenti per il clima e transfemministi. Obiettivo centrale della repressione è anche chi si oppone alle guerre, come quella genocida contro il popolo palestinese: lo stato di guerra esterno giustifica uno stato di guerra interno.

Dopo decenni di smantellamento dello stato sociale e dei diritti del lavoro, privatizzando scuola, università, sanità e svendendo le nostre città al capitale finanziario, il DDL sicurezza è lo strumento scelto da questo governo neofascista per silenziare il dissenso e le volontà trasformative e, dunque, mantenere il potere.

“Sicurezza” è diventata una vuota parola d’ordine per giustificare la violenza della legge; le nostre parole di contrordine sono comunità, collettività, cura, mutualismo, solidarietà, internazionalismo. Parole forti, radicate in anni di pratiche per una sicurezza dal basso, basata sulla giustizia sociale e non sulla paura.

La discussione del DDL Sicurezza è stata rinviata per un difetto di forma, ma il governo intensifica la repressione con altri strumenti: per esempio con l’istituzione delle zone rosse, prorogate per altri sei mesi dal prefetto di Milano ed estese a via Padova, San Lorenzo e Rozzano. La città diventa sempre più militarizzata, con rastrellamenti e deportazioni.

Non possiamo rimanere in silenzio: non lo abbiamo mai fatto e non inizieremo ora. Per questo chiamiamo la città a una mobilitazione diffusa il prossimo sabato 5 aprile a Milano.

Convergeremo alle 18 in piazza San Babila per far sentire la nostra voce: un’azione unitaria che raccoglie molte realtà, unendo le forze contro la deriva autoritaria sempre del nostro paese e del mondo intero.

Una mobilitazione per costruire oggi un argine, domani un’alternativa.

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