Licenziare via mail, la nuova moda dell’estate 2021

Prime conseguenze dello sblocco dei licenziamenti.

I primi sono stati 152 lavoratori della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto, in provincia di Monza. Hanno ottenuto il poco invidiabile record di essere stati i primi a perdere il lavoro dopo lo sblocco dei licenziamenti del 30 giugno. L’azienda, di proprietà del fondo Quantum, li avvertiti via mail. Ed è immediatamente scattato il blocco e presidio dei cancelli.

Poi è toccato alla GKN di Campi Bisenzio. 422 tra lavoratori e lavoratrici si sono visti recapitare una mail che li ha avvertiti della chiusura a freddo della fabbrica di semiassi. In questo caso i padroni della Melrose hanno accampato la solita litania di scuse che vengono propinate ogni volta che una multinazionale o un grande fondo decide di chiudere un sito produttivo e delocalizzare.

Anche a pochi chilometri da Firenze la reazione è stata immediata con quella che, nei fatti, è diventata l’occupazione della fabbrica che ha ottenuto un sostegno popolare diffuso.

Come previsto da molti purtroppo a nulla è servito l’avviso comune siglato tra le parti sociali il 29 giugno dove si prevedevano 13 settimane aggiuntive di cassa integrazione gratuita per le imprese e, scritto nero su bianco, il fatto che: “…gli imprenditori si impegnano, prima di avviare interventi di risoluzione dei rapporti di lavoro, ad utilizzare tutti gli strumenti istituzionali e contrattuali a disposizione e previsti dalla legge”.

E mentre i lavoratori sono furibondi e Confindustria si arrampica sui vetri facendo mille distinguo la politica, al momento, più che qualche dichiarazione roboante non ha saputo fare. Il Segretario del PD Letta è stato molto duro affermando: “La vicenda della Gkn è inaccettabile. L’intero sistema Paese, Governo, Confindustria, imprese, deve rendersi conto che se questo è l’andazzo del dopo 30 giugno, allora va cambiato”. Peccato che spesso e volentieri a tali dichiarazioni non corrisponda nessun atto concreto e che, quando il PD poteva opporsi allo sblocco dei licenziamenti avendo tra l’altro un suo uomo nel ruolo di Ministro del Lavoro, non lo ha fatto. Come sempre tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…

Con l’aria che tira situazioni del genere non potranno che ripetersi.

L’unica via di fronte all’ignavia della politica sembra essere il conflitto.

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