NoCPR – Buona la prima!

20.000 persone in piazza oggi a Milano alla mobilitazione NoCPR e NoDLSalvini.

Quando il corteo inizia a scendere dal ponte dell’Ortica a molti di noi sono venuti i brividi. Sia per l’immagine della mare di persone che si riversava verso via Corelli sia, per quelli che c’erano, per il ricordo immediatamente riaffiorato del celebre corteo contro i CPT istituiti dalla Legge Turco-Napolitano nell’ormai lontano gennaio 2000.

Nell’ultimo anno e mezzo Milano ha già dimostrato più volte una forte sensibilità ai temi connessi all’immigrazione e alla dilagante isteria xenofobo-securitaria. Oltre alla mobilitazione del 20 maggio 2017 vanno ricordati i cortei di massa dopo i fatti di Macerata, l’omicidio di Soumaila Sacko e in opposizione all’incontro Salvini-Orbán di fine agosto.

Che non sarebbe stata una giornata da lasciar passare sotto silenzio lo si capiva già dai primi minuti successivi all’ora di concentramento. Il corteo appariva già partecipato ed energico tanto che la testa era obbligata a spostarsi progressivamente su viale Romagna.

Che i numeri fossero imponenti era evidente già da Città Studi, quando il viale della circonvallazione era completamente pieno di manifestanti, ma solo giunti alla discesa del cavalcavia dell’Ortica si è potuto concretamente abbracciare con lo sguardo la fiumana scesa in strada per dire NO alla riapertura dei CPR e al Decreto Sicurezza fortemente voluto dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini che non ha perso l’occasione di svilire la mobilitazione definendola come ritrovo dei “soliti kompagni”.

Le adesioni alla mobilitazione, quasi 200, erano già comunque indice di un’opposizione diffusa nella metropoli e non solo alla deriva salviniana. Grande assente il PD pronto a sventolare, a seconda delle convenienze, la bandiera dell’antifascismo, ma incapace di mettere in discussione le sue scelte politiche disastrose degli ultimi anni compresa quella di Minniti di aprire i CPR.

Una giornata come quella di oggi, nonostante il freddo glaciale, riscalda il cuore e ci fa tornare a casa con la convinzione che questo non è che il primo passo di una lunga battaglia che combatteremo in molti senza esclusione di colpi.

 

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