Servizi Segreti – Inizia l’allarmismo pre-Expo. E manca più di un anno!

l43-servizi-segreti-secret-121123192253_bigIeri ci è toccato leggere su Repubblica (tanto per cambiare) uno sconfortante riassunto di un documento dei nostri servizi segreti (il DIS) in cui, come da tradizione italica, i nemici da additare erano: gli anarco-insurrezionalisti, i No-Tav e le fantomatiche Brigate Rosse (una sigla buona per tutte le stagioni). 

Senza dover scomodare le stragi di Stato ricordiamo che i nostri servizi segreti, solo una quindicina di anni fa prevedevano che al G8 di Genova i manifestanti avrebbero lanciato verso le Forze dell’Ordine sacche di sangue infetto (ed altre amenità).
Le cose, come ben si sa, andarono in modo molto diverso, ma la strategia di disinformazione e di creazione del nemico interno funzionò benissimo.

Gli anarco-insurrezionalisti sono diventati il capro-espiatorio di qualsiasi cosa succeda nel Belpaese, ma noi non dimentichiamo che nella Primavera del 1998 la Procura di Torino (tanto per cambiare) arrestò Edoardo Massari, Maria Soledad Rosa e Silvano Pellissero con accuse pesantissime di terrorismo (tanto per cambiare) relative ad alcuni sabotaggi in Val di Susa. Le accuse caddero nel nulla, ma Sole e Baleno ci rimisero la vita.

Sui No-Tav sarebbe persino inutile scrivere.
In Val di Susa vige una legislazione “altra” rispetto al resto della penisola.
Lo stato d’eccezione è costante.
Reati che, nel resto del paese, verrebbero valutati in un modo, in Valle subiscono matematicamente un aggravio.
E’ così ecco dati che parlano di 1.000 indagati negli ultimi anni, manco si stesse parlando di Cosa Nostra ai tempi di Totò Riina.
E così ecco che un compressore bruciato diventa un atto di terrorismo internazionale.
E così via.

Anche la sigla Brigate Rosse viene ormai agitata in ogni occasione senza nessun contatto con la realtà italiana del 2014.
Le Brigate Rosse sono state un gruppo armato con una storia ben nota e definita.
Nel 1980 l’organizzazione unitaria ha subito una scissione. Due gruppi, la Walter Alasia ed il Partito Guerriglia hanno cessato, di fatto,di esistere entro la prima metà degli anni ‘80. L’ultima azione delle BR-PCC è stata nel 1988 con una riprese tra il 1999 ed il 2003. Il 2003, più di 10 anni fa ormai.
Questi i dati reali.
Ma si sa che il marchio della stella a cinque punte, utilizzato dai servizi segreti nostrani come un brand, riscuote sempre un certo successo.

L’unica cosa interessante che emerge dal documento è l’apprensione per il semestre di presidenza italiano dell’Unione Europea ed in vista dell’Expo 2015.
Tant’è vero che nei palazzi del potere lombardi già da tempo si tengono riunioni e vertici sull’ordine pubblico.
Possiamo dire che l’apprensione è giusta, ma non certo per fantomatiche sigle di organizzazioni armate nazionali o internazionali, ma per la legittima incazzatura di una parte del paese contro le politiche d’austerità made in Bruxelles & Frankfurt.

Del resto se ad una lotta di massa ed assolutamente “rilassata” come il No Canal si è tentato di mettere un demenziale cappellino di minoritarismo, estremismo e violenza i segnali non sono buoni.

 

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