Torino – Lucio, Franceso e Graziano condannati a 2 anni e 10 mesi

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Nella giornata di ieri Lucio, Francesco e Graziano sono stati condannati a 2 anni 10 mesi e 20 giorni di reclusione nel processo con rito abbreviato per l’azione al cantiere di Chiomonte del 14 Maggio 2013.

I pm Padalino e Rinaudo avevano invece chiesto una pena di 5 anni e 6 mesi.

Anche questo processo, come già quello contro Mattia, Chiara, Claudio e Niccolò (condannati con rito ordinario a 3 anni e 6 mesi) faceva parte del “progetto repressivo” avviato dall’ex-procuratore Caselli nel quale le azioni di sabotaggio al cantiere del Tav venivano equiparate ad atti di terrorismo.

Un primo colpo al “Teorema Caselli” era stato dato dalla Cassazione che, esprimendosi sulle misure cautelari contro i primi quattro processati, aveva escluso la matrice terroristica dei fatti.
Anche la sentenza di primo grado contro Mattia, Chiara, Claudio e Niccolò si era espressa in tal senso ridimensionando i fatti e condannando gli imputati solo per reati specifici.

Tutti e sette gli imputati per l’azione al cantiere di Chiomonte del 13 Maggio 2013 hanno passato la loro carcerazione in un regime di detenzione duro.

La gestione emergenziale della Procura di Torino contro la lotta NoTav prosegue. Dopo le dure condanne al maxiprocesso per i fatti della Maddalena del 27 Giugno e del 3 Luglio 2011, quasi quotidianamente, il Palazzo di Giustizia di Torino, è infatti sede di udienze di processi contro i militanti contro l’alta velocità.
Tra queste ricordiamo il processo a Erri De Luca e quello per i fatti dell’8 Dicembre 2011.

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