Grecia: addio alla democrazia

Ieri si è arrivati a considerare una gestione da parte della Troika della spesa pubblica greca.

Oggi si mettono le basi perché questo accada fin da subito.

Come?

Semplice. Il leader greco messo su dalla Banca Centrale Europea forse non andrà a casa entro i termini stabiliti.

Se così fosse, si sancirebbe formalmente quello che da tantissimi “inascoltati” viene ribadito da tempo: comanda la finanza, comandano le banche, comandano le agenzie di rating.

Se Papademos rimane al potere, la Troika rimane al potere.

Se la scusa continuerà ad essere crisi, debito pubblico, rischio di default, allora questa situazione continuerà all’infinito, perché non è un’assurdità fare presente che la Grecia non uscirà da questo contesto grazie alle misure imposte, non sanerà il debito pubblico, non sfuggirà all’insolvenza.

Tutto questo si sa già ed è formulato nei calcoli di tutti gli esperti in economia, nonostante pochi tra loro abbiano il coraggio di ammetterlo.

La realtà è che si sta vendendo tutto. Diritti, beni comuni, dignità, lo stato, le persone.
Tutto svenduto per guadagnare tempo, un tempo che sta scadendo e che porterà la penisola ellenica ad essere mascotte della finanza.

La Grecia sanguina e lo sta facendo inutilmente. Laddove è nata democrazia, quella più sana, quella dove realmente le persone partecipano alla costituzione della propria vita e delle proprie scelte, lì muore e si spegne non di certo per lasciare il posto a forme ancora più rappresentative della volontà popolare.

No. La democrazia in Grecia muore per cedere lo scettro al denaro, per salvare il denaro ed i suoi unici detentori e amministratori.

Lo smantellamento dello stato nazione non avviene insomma nel senso di una maggiore autodeterminazione dei popoli e delle persone.

Al contrario. Il sistema statale è stato colpito prima dalla lama della crisi, un coltello che il capitale affonda e arriva sino al cuore, per strappare la volontà, la determinazione, la vita, l’anima.

Un popolo senza anima è un corpo vuoto in balia della prossima mossa. Pedine degli scacchi dove il “re” è un burattino senza alcun potere e dove i cittadini vengono fatti prigionieri di una partita che non hanno scelto di giocare.
Giocano in tre, EU, BCE, FMI. Una torneo straordinario. Pare che alla fine vincano tutti.

Le pedine?

Ah, quelle sono nella spazzatura…a fine partita non servono più.

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