Avere un CPR a due passi da scuola

Una riflessione del Casc Lambrate su migranti e xenofobia dilagante.

-1990 Legge Martelli: 
La prima forse di una serie di leggi e decreti che riapre uno scenario di un paese nazionalista in cui la segregazione etnica e le espulsioni forzate sono all’ordine del giorno. Sancisce una prima divisione tra “migranti buoni” e “migranti cattivi” con la definizione dello status di “rifugiato” e stabilendo chi può e chi non può ricevere asilo politico. Apre il discorso di limitare la libertà di movimento delle persone in chiave di lettura esclusivamente economica, nel solo interesse del profitto e della capacità/possibilità produttiva del paese.

-1998 Legge Turco-Napolitano: 
Istituisce i Centri di Permanenza Temporanea (CPT), le prime strutture di carcerazione sotto il nome di “detenzione amministrativa”, in cui una persona è trattenuta per mancanza di documenti di viaggio o impossibilità di identificazione. L’incostituzionalità delle limitazioni delle libertà personali di cittadini stranieri, anche in assenza di reati, è evidente perfino alla Corte Costituzionale che definisce i CPT vere e proprie carceri, ma che dichiara tuttavia di “‘non poter intervenire” per la loro chiusura.

-2002 Legge Bossi-Fini:
Complica e limita l’ingresso e dà un giro di vite al meccanismo di ricatto che assoggetta il cittadino straniero rendendo più arduo il soggiorno regolare. Snellisce invece i meccanismi di espulsione trasformando i CPT e la detenzione amministrativa (temporanea) in CIE (Centri per l’Identificazone e l’Espulsione), strutture dove è recluso ogni cittadino sprovvisto di documento valido, anche chi per mancanza di lavoro, non riesce ad ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno. Il trattenimento all’interno di queste strutture è di 30 giorni, prorogabile fino a 18 mesi nel caso in cui l’espulsione risultasse difficoltosa, in mancanza per esempio di accordi con i paesi di origine, negando diritti fondamentali e violando la dignità umana. Nel 2014 alcuni CIE vennero chiusi grazie alle pressioni dell’opinione pubblica.

-Dal 2016 col governo Renzi:
Con il decreto Minniti-Orlando del 2017 si attua un cambiamento di nome, ma non di sostanza in termini di funzione repressiva e discriminatoria e da CIE si passa ai Centri di Permanenza per il rimpatrio (CPR).
La “sinistra” italiana dà spettacolo con un fantastico sorpasso a destra riuscendo a essere molto più radicale persino della Lega, mostrando la “bella faccia” dell’accoglienza e tramando contro il diritto a una vita migliore per milioni di persone con una serie di accordi bilaterali con i governi, spesso non legittimi, dei paesi da cui partono i flussi migratori, scavalcando perfino l’Europa, agevolando il rimpatrio forzato in paesi teatri di guerra civile, decretando la tortura e spesso la morte dei rimpatriati e potenziandone i controlli di frontiera tramite finanziamenti (Sudan, Sahel, Niger, Libia, Gambia, Eritrea).

Oggi l’Italia osserva passivamente lo spostamento di ingenti truppe militari in Niger volto a bloccare i numerosi flussi migratori che attraversano questa regione e la propagando razzista del Salvini di turno che decide di investire nei CPR potenziandone le strutture ed estenderle ad ogni regione del paese.
Il CPR lombardo si troverà in via Corelli a Milano trasformando il precedente centro di accoglienza in una prigione su base etnica, e noi come coordinamento di collettivi studenteschi di zona non possiamo accettarne l’apertura nel nostro quartiere, come in nessun altro.
Ogni giorno lottiamo contro l’isolamento, l’individualismo e l’atomizzazione della società costruendo relazioni rivoluzionarie di inclusione e mutualismo.
Il CPR e ciò che rappresenta non può che scontrarsi con i nostri valori e la nostra etica e, per questo, chi proverà ad aprirlo dovrà scontrarsi coi nostri corpi.
Siamo antifascisti, siamo antirazzisti e vogliamo abbattere ogni frontiera, materiale o immateriale, che sia un filo spinato, un paradigma xenofobo o una qualsiasi forma di esclusione sociale.
Proviamo a rompere la dicotomia “buonismo dell’accoglienza istituzionale/razzismo xenofobo” costruendo sul territorio percorsi dal basso come quello delle Black Panthers F.C., delle scuole di italiano e del St. Ambroeus Football Club, la prima squadra di calcio con un presidente africano, composta interamente da migranti e richiedenti asilo a giocare nel campionato ufficiale della FIGC, il cui stemma ufficiale è appunto un piccione, un volatile, un simbolo della migrazione, della libertà di viaggiare e allo stesso tempo tipico della città di Milano.
Autodeterminazione e organizzazione popolare dal basso, per creare realtà libere e autonome da qualsiasi logica di sfruttamento e segregazione.
Questo è ciò in cui il CASC crede e questo è ciò che porterà al quartiere che abita, con la consapevolezza degli studenti delle scuole e dei nostri collettivi, gli anticorpi per resistere al razzismo e alla repressione del governo.

Casc Lambrate

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