Mangiamoci Expo

dandelionSeminare, coltivare, raccogliere, distribuire, vendere, comprare, mangiare.
Dalla terra alla tavola, occuparsi di cibo in modo critico e consapevole significa anche occuparsi di territorio, di biodiversità, di consumo di suolo, di inquinamento, di lavoro, di migranti, di ordine economico e politico, di multinazionali, brevetti e monopoli, di salubrità dei prodotti agricoli, di tecnologie, sovranità e sicurezza alimentari, di mercati finanziari, di land grabbing…

Significa accettare la sfida di interpretare il mondo attraverso un fisheye da 360°, per cogliere una complessità irriducibile.

Significa attraversare le scienze naturali, sociali, politiche, economiche e giuridiche.

Significa guardare con attenzione alle storie locali di tutto il mondo.

Significa avere cura per le tradizioni senza peccare di conservatorismo, innovare con curiosità e spirito critico senza violare la terra, saper cogliere le sfide del nostro tempo e provare a rispondere a dei bisogni essenziali.

Insomma, parlare e occuparsi di cibo in modo sensato, è una faticaccia. Ma qualcuno deve pur farla. E in molti, la stanno già facendo. Se no, non si mangia. Quantomeno, non si mangia tutti. Sicuramente, non si mangia tutti bene.

E allora, visto che insieme all’aria e all’acqua, il cibo è una di quelle poche cose di cui davvero non possiamo fare a meno. Visto che mangiare, oltre che indispensabile, è una gran bella cosa, che ci piace da matti. Visto che la storia, gira che ti rigira, l’hanno sempre scritta la fame, la gola e la pancia. Visto che su questo pianeta siamo sempre di più. Visto che attorno a un “cibo più giusto” possiamo costruire una società più giusta. Visto che Expo vorrebbe divorarci tutti. Visto che il cemento non possiamo mangiarlo. Visto che non vogliamo farci cogliere impreparati. Visto che gli slogan e la retorica non ci bastano. Visto che su questi temi i movimenti sociali hanno cominciato ad interrogarsi parecchi anni fa. Visto che le persone che hanno parecchio da dire al riguardo ci sono. Visto che delle nuove esperienze e dei nuovi saperi che hanno a che fare con l’agricoltura vogliamo farne tesoro.

Abbiamo deciso di dare voce a chi con la terra e i suoi prodotti si sporca le mani e si spacca il cervello.

A contadini, vignaioli, piccoli imprenditori e commercianti, ristoratori, attivisti e consumatori. Per arare a fondo e dissodare minuziosamente un terreno di cui vogliamo valorizzare appieno la fertilità.

E allora… cominciamo

Primo ospite di “Mangiamoci Expo” sarà settimana prossima Domenico Finiguerra, autore di “8 mq al secondo”, cofondatore del Forum dei Movimenti per la difesa del paesaggio e dei territori, già sindaco di Cassinetta di Lugagnana, il comune adagiato sulle sponde del Naviglio Grande a cavallo tra il Parco del Ticino e il Parco Agricolo Sud, che coraggiosamente ha sperimentato un Pgt a cementificazione zero.

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2 risposte a “Mangiamoci Expo”

  1. […] Leggi qui la prima puntata di Mangiamoci Expo […]

  2. […] L’intervista a Domenico Finguerra: https://milanoinmovimento.com/territori/mangiamoci-expo-un-antipasto […]

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