Mayday Parade 2026 – Libera il tempo, distruggi il lavoro!
MAYDAY PARADE 2026
LIBERA IL TEMPO, DISTRUGGI IL LAVORO!
BASTA GUERRA E SFRUTTAMENTO!
VOGLIAMO CASA REDDITO E WELFARE!
RIPRENDIAMOCI LE NOSTRE VITE!
Aboliamo il lavoro: povero, precario ed inutile. Liberiamo il tempo delle persone, per vivere solidali e nella cura reciproca in armonia con il pianeta e l’ambiente.
Il Primo Maggio è la festa delle lavoratrici e dei lavorator* e per questo ci riprendiamo la città e le strade di Milano. Una città sempre più inaccessibile, ormai in preda ad una crisi strutturale dal punto di vista sociale e climatico. Milano è sempre più una città per soli ricchi, in cui la forbice tra chi ha tutto e chi niente continua ad allargarsi.
La guerra è tornata onnipresente a bussare nella nostra quotidianità, nello scenario globale come nell’orizzonte locale: si tratti del genocidio in Palestina, in Iran, in Libano o in Rojava; oppure della repressione di stato contro chi esprime dissenso e contrarietà al piano di riarmo europeo e agli investimenti nell’industria bellica del Governo o di politiche xenofobe e razziste dell’Unione Europea.
In molt*, lo scorso autunno, ci siamo mobilitat* per la pace e contro la violazione del diritto di autodeterminazione dei popoli, convint* che un altro mondo, all’insegna della sorellanza e della libertà, fosse possibile e necessario. Allo stesso modo sappiamo benissimo come la guerra sia solo un grande affare per pochi, escogitato per garantire ingenti guadagni alla lobby delle armi e perpetuare politiche predatorie neocoloniali per accaparrarsi risorse energetiche strategiche.

Il lavoro, d’altro canto, sia autonomo che dipendente, pubblico, sociale o privato, non è più uno strumento di emancipazione per le persone, ma una gabbia, che non permette più a nessuno di uscire dalla propria condizione di povertà generalizzata, anche perché ormai la vita è essa stessa, in ogni sua dimensione, messa al lavoro.
Lavoriamo per sopravvivere in un mondo che non vede più nel lavoro l’elemento principale della produzione di senso per le nuove generazioni. Svuotato di utilità sociale e di potenziale sovversivo, il lavoro rimane un luogo di precarizzazione dell’esistente.
Di lavoro si muore tutti i giorni, senza cura o difesa dalla violenza di genere, risulta uno spazio sempre meno sicuro, in grado di garantire tutele e diritti a tutte le categorie di persone. Un luogo dove la discriminazione e la disugualianza sociale sono la regola e non il complemento brutale.
Non abbiamo più tempo per le nostre vite. Siamo incastrat* in un presente pervasivo in cui il salario che percepiamo è insufficiente a garantire condizioni di vita degne, mentre i nostri dati ci vengono sottratti per venire sottoposti a meccanismi di profilazione, finalizzati a vendere stili di vita e modelli di consumo sempre più esclusivi ed effimeri.
Per questo tutte e tutt* intendiamo rivendicare con questo Primo Maggio il nostro tempo e il nostro spazio a pieno, un reddito incondizionato di autodeterminazione e un sistema di welfare accessibile per tutte le tasche.
Al ricatto del lavoro povero e precario, contrapponiamo la celebrazione della festa come rituale collettivo dove il fine non sono alienazione, profitto e individualismo, ma utopia, ribellione e convivenza, un noi collettivo che si riconosce e si ricostituisce in quanto comunità alternativa nel ritrovarsi insieme, nel battito del tempo e nella condivisione di un’azione politica.
Contro ogni guerra e contro lo sfruttamento del lavoro, del pianeta e di ogni persona, reclamiamo:
PACE, CASA, REDDITO E WELFARE PER TUTT*!
LA FESTA È IL NOSTRO FUTURO!

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