A cinquant’ anni dal Golpe Borghese

Circa un anno dopo la strage di Piazza Fontana, esattamente nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, Junio Valerio Borghese, noto con il soprannome di “Rrincipe nero” conosciuto per essere stato il comandante della X Flottiglia MAS fino all’8 settembre 1943 per poi aderire con il proprio reparto alla Repubblica Sociale Italiana, tentò un colpo di Stato.

Il piano iniziò con il concentramento a Roma di diverse centinaia di congiurati prevedendo azioni simili in diverse città italiane, tra cui Milano con l’occupazione di Sesto San Giovanni tramite un reparto al comando del colonnello dell’esercito Amos Spiazzi.

Le coperture furono evidenti perché già all’interno del Ministero dell’Interno ebbe inizio anche la distribuzione di armi e munizioni a militari dell’Aeronautica militare e un gruppo armato del Corpo Forestale dello Stato. I militari presero posizione davanti al Ministero della Difese e si appostarono non lontano dalle sedi televisive della Rai.

Un golpe in salsa sudamericana con l’occupazione della RAI per diffondere un primo messaggio agli italiani comunicando la presa del potere.

Junio Valerio Borghese nel settembre 1968 fondò il Fronte Nazionale in stretto collegamento con Ordine Nuovo, responsabile della strage di Piazza Fontana, e Avanguardia Nazionale.

I rapporti con le altre formazioni di destra, le modalità e la vicinanza delle date, fa supporre e conferma la teoria di una pianificazione delle stragi. Anche se non ne condividiamo del tutto i contenuti su alcuni passaggi, è interessante il documento di Wikipedia con informazioni tratte dalle opere di Giuseppe De Lutiis

Memoria Antifascista

 

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