Claudio e Giannino, uccisi nell’aprile di 49 anni fa

Tra oggi e domani iniziative per ricordare la vita e la tragica morte di Claudio Varalli ucciso dai fascisti e di Giannino Zibecchi ucciso dai Carabinieri.

Il 16 aprile 1975, un gruppo di ragazzi, reduci da una manifestazione per la casa viene affrontato da un nucleo di fascisti in piazza Cavour. Antonio Braggion, noto picchiatore nero, spara uccidendo Claudio Varalli, giovanissimo studente di Bollate, figlio di operai.

La notizia fa il giro della città ed in pochissimo tempo in piazza Cavour si riuniscono migliaia di persone.
Per il giorno successivo i sindacati dichiarano un primo sciopero antifascista.

La manifestazione del 17 aprile è imponente. La parte più militante del corteo si muove verso la sede provinciale del MSI in via Mancini (luogo di partenza di mille scorrerie squadriste).
L’assalto è durissimo e la Polizia viene messa in fuga.
Proprio in quel momento un’autocolonna dei Carabinieri proveniente da piazza Cinque Giornate entra a folle velocità in corso XXII Marzo spazzando il corteo.
Giannino Zibecchi viene travolto ed ucciso da un camion dell’Arma.

La tensione non scema.
Il giorno dopo nuovi giganteschi cortei in città.
Ai funerali di Zibecchi parteciperanno decine e decine di migliaia di persone.
E centinaia di migliaia di lavoratori bloccheranno la città per lo sciopero antifascista pochi giorni prima del 25 Aprile.
Anche il resto dell’Italia sarà percorsa da manifestazioni molto tese.
A Torino una guardia giurata ucciderà il militante di Lotta Continua Tonino Micciché.
A Firenze la Polizia sparerà uccidendo il giovane del PCI Rodolfo Boschi.

Quelle giornate di metà decennio saranno un momento di passaggio, non solo simbolico, tra la generazione animatrice del Sessantotto e dell’Autunno Caldo e quella che sarà protagonista del movimento del ’77.

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