A 44 anni dalla 194 diciamo: “#Moltopiùdi194”

La 194, la legge che dovrebbe garantire l’interruzione volontaria di gravidanza in modo universale (per lo meno sul territorio statale italiano), pubblico e sicuro, compie 44 anni.
La sua approvazione ha rappresentato una vittoria di dimensioni epocali in un paese poco secolarizzato, moralista e sessista, un passo verso l’autodeterminazione e la possibilità di scegliere sul proprio corpo, una tutela maggiore per la salute di migliaia di donne* che finalmente potevano liberamente decidere di non portare avanti una gravidanza indesiderata.

Dopo 44 anni è fondamentale capire a che punto siamo oggi.

Partiamo da un presupposto fondamentale che non viene mai preso in considerazione:

un diritto per cui si è lottato non è mai acquisito per sempre.

Quando si parla del corpo delle* donne* è una realtà.

Basti guardare lo scenario internazionale.

Senza andare troppo lontano, se volgiamo lo sguardo verso la Polonia, abbiamo la chiara rappresentazione di cosa significhi vedersi strappare un diritto passo dopo passo e ritrovarsi nella situazione che esercitarlo non solo è estremamente complesso, ma quasi impossibile.
Difficile dimenticare il caso di Agnieszka T uccisa nel gennaio scorso da una legge che le ha impedito di interrompere la gravidanza nonostante le grosse complicazioni.
Migliaia di donne sono scese in strada in seguito a questo femminicidio sanitario.

E che dire degli Stati Uniti?

Nel modernissimo Occidente è infatti proprio uno degli attori che governano l’ordine mondiale a distinguersi.
Sembra di essere nell’universo distopico di “The handmaid’s tale” e invece siamo nel reale.

Nel 1973 la sentenza Roe v. Wade sancì il diritto all’IVG. Tale sentenza, sebbene non sia mai esistita una legge federale che formalmente fosse uguale per tutti gli Stati, è stata applicata, con alcune specifiche, in tutto il territorio.
Tuttavia, è la mancanza di una legge che oggi permette al parere del giudice Samuel Alito e di altri giudici conservatori di mettere in discussione la sentenza stessa e far tornare la materia di competenza degli Stati. La Corte si pronuncerà in via definitiva il prossimo giugno, quando esaminerà le restrizioni all’aborto approvate in Mississippi. Se il parere dei giudici conservatori dovesse prevalere, l’IVG rimarrebbe legale in poco più della metà degli Stati Uniti, ma diverrebbe illegale o fortemente limitato in 22 Stati del Sud e del Midwest.
Già oggi alcuni Stati come Mississippi, Texas e Oklahoma introducono forti restrizioni all’interruzione di gravidanza.

Per fortuna la vittorie in Argentina, Messico e Colombia sono state una boccata di aria fresca, una marea verde che continua a riempire il cuore, una speranza per il mondo.

Tornando all’Italia possiamo dire che ci troviamo davanti ad un panorama tutt’altro che roseo.

Ci sono tanti modi per togliere diritti, alcuni eclatanti, come quelli sopra menzionati, altri meno.

Uno di questi è l’obiezione di coscienza.
L’ambiguità insita nella 194 permette di non praticare l’IVG a* medic* che ritengono in questo modo di andare contro la propria morale e religione.
Questo di fatto si traduce nella realtà per cui ci sono strutture in Italia che vedono il 100% di obiettor* di coscienza tra medic*, anestesist*, infermier* …aka, non si può godere del diritto di interrompere la gravidanza.
Senza andare a vedere solo i casi estremi, ricordiamo che il 70% de* medic* in Italia sono obiettor*.
Questo rende molto difficile il poter usufruire dell’interruzione di gravidanza e obbliga il personale sanitario, che non ricorre all’obiezione di coscienza, ad occuparsi esclusivamente di interruzioni volontarie di gravidanza.

Un secondo limite al diritto all’IVG in Italia è rappresentato da rendere il ricorso a tale operazione un percorso difficile, pieno di ostacoli, spesso penoso per chi lo vuole attraversare: colloqui forzati con psicolog* appartenenti ad associazioni cattoliche, lunghe file d’attesa, mancanza di informazioni facilmente reperibili o fuorvianti e poca disponibilità delle strutture a somministrare la pillola RU486, un metodo che in molti paesi viene attuato di prassi, mentre in Italia rimane “nascosto”.
Forse troppo facile per la morale interrompere una gravidanza con una pillola che va giù? Se dobbiamo partorire con dolore, Figuriamoci decidere di non farlo.

Parlare di diritto all’IVG significa inoltre fare un discorso più ampio che riguarda la medicina di genere, la sanità pubblica e di territorio.
Prendiamo d’esempio la Lombardia e quello che accade da anni ai consultori pubblici.
Il disinvestimento in queste strutture in termini di personale e attrezzature, l’accorpamento delle stesse con la conseguente perdita di presidi territoriali, la loro privatizzazione che spesso significa metterci il timbro cattolico, l’impossibilità di accedere facilmente alle strutture laiche e pubbliche perché rimaste tra le poche ad operare in questo senso e quindi sovraricheste, si concretizza nella mancanza di un servizio fondamentale per la salute delle* donne* e la tutela dei loro diritti.
Se consideriamo poi che in Lombardia esiste l’obiezione di struttura, per cui un’intera struttura sanitaria può decidere per l’obiezione di coscienza, non è complicato capire di cosa si parla quando si dice un diritto che esiste sulla carta ma spesso non nella realtà.

È per questo che ricordare la nascita della 194 non significa festeggiare, ma alzare la testa e continuare a lottare.
#Moltopiùdi194 vuol dire che non solo l’obiezione di coscienza va dichiara illegittima e illegale, non permessa, ma che si pretende una sanità pubblica, laica e gratuita, la rivitalizzazione dei consultori pubblici, la reistituzione di unità territoriali capaci di informare e rispondere alle esigenze del territorio e non quella presa in giro che sono la case della salute previste dalla nuova legge sanitaria lombarda che lavora nel senso di un’ulteriore privatizzazione (della serie la pandemia insegna).
#Moltopiùdi194 significa garantire il pieno accesso alla pillola del giorno dopo e alla RU486 senza moralismi che pretendono di suscitare sensi di colpa a chi ricorre alla contraccezione o all’IVG.
#Moltopiùdi194 significa pretendere l’educazione laica alla sessualità nelle scuole, la contraccezione gratuita almeno fino a quando non si possiede un reddito adeguato e la possibilità di interrompere la gravidanza senza il benestare de* genitor* o tutor* legali nel caso de* minori.

Non abbassiamo la guardia,
un diritto non è per sempre.

Vale T.

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