Ahmad Salem condannato per terrorismo | Ahmad libero!
Ieri, martedì 14 aprile 2026, il venticinquenne palestinese Ahmad Salem, del campo profughi di Al-Baddawi nel nord del Libano, è stato condannato in primo grado a quattro anni di reclusione dal tribunale di Campobasso. Una pena persino più severa rispetto ai tre anni e sei mesi richiesti dalla pubblica accusa, mentre la difesa, rappresentata dall’avvocato Flavio Rossi Albertini, aveva chiesto l’assoluzione.
Arrivato in Italia quasi due anni fa in cerca di protezione e di condizioni di vita migliori, Ahmad aveva presentato domanda di asilo. Durante la procedura, il sequestro del suo telefono da parte delle autorità ha però dato avvio a un’indagine, nel maggio 2025, basata su video e foto presenti nella sua galleria, tra cui parole di invito alla mobilitazione per la Palestina, critiche alla complicità dei Paesi arabi, video degli attacchi della resistenza palestinese contro l’esercito israeliano e dichiarazioni politiche.
Un’indagine che ha portato all’accusa di possedere materiale per l’”autoaddestramento con finalità di terrorismo” e di “aver espresso frasi considerate istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo”. Secondo la difesa, si tratta degli stessi contenuti trasmessi dai media durante il genocidio, nulla di particolare, e dunque dell’ennesimo processo farsa per criminalizzare la solidarietà con il popolo palestinese.
L’impianto dell’accusa si basa sull’articolo 270-quinquies.3 del codice penale, una norma introdotta dal Governo Meloni all’interno del cosiddetto Decreto Sicurezza dell’aprile 2025. Questa disposizione si collega a quella già esistente sull’auto-addestramento, cioè il 270-quinquies, che punisce chi si prepara a compiere “atti terroristici”, prima dunque che questi vengano messi in pratica.
Con questa evoluzione normativa, l’intervento del diritto penale arriva a colpire comportamenti molto lontani dall’azione concreta e punisce ciò che ritiene intenzioni.
La Corte di cassazione aveva però cercato di limitare questa interpretazione troppo ampia, chiarendo che non basta informarsi o avere idee radicali per parlare di auto-addestramento. Perché il reato esista, devono esserci azioni concrete e riconoscibili, che mostrino chiaramente la volontà di prepararsi a commettere “atti terroristici”.
Secondo quanto riportato da Sara Ramzi e Greta Veresani su Il Domani, al momento della lettura della sentenza, all’interno dell’aula del tribunale si è registrata una scena violenta contro Ahmad: nove carabinieri si sono disposti ai lati formando un corridoio, mentre Ahmad veniva accompagnato fuori dall’aula, trascinato bruscamente per i gomiti.
Ahmad è un palestinese che si trova in carcere in Italia, così come Anan Yeesh, Mohammad Hannoun, Reyad Bustanji, Yaser Asaly e Raed Dawoud.
Negli scorsi mesi è stato rinchiuso nel carcere di Rossano Calabro, denominato la “Guantanamo d’Italia”, dove attualmente sono detenuti Reyad Bustanji e Yaser Asaly, dell’associazione dei palestinesi in Italia. La comunità palestinese in Italia è sotto attacco, sia sui giornali di destra, dove le sue associazioni e collettivi vengono costantemente presi di mira e accostati a parole allarmiste, sia a livello legale, in quanto Israele può permettersi di decidere dei loro arresti in Italia e l’Italia esegue.
Ahmad libero! Libertà per tutti i prigionieri politici in Italia!
Dalia Ismail
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