Assoluzioni per l’occupazione di LUMe!

Due assoluzioni oggi a Milano per l’occupazione di LUMe.

Ne avevamo già parlato a ottobre dell’anno scorso, quando il Gip (Giudice per le Indagini Preliminari)  aveva rigettato il decreto penale di condanna di 4.000 euro richiesto dalla Procura contro due giovanissimi studenti..

Ci riferiamo al procedimento penale a carico di due giovanissimi studenti per l’occupazione di LUMe in viale Vittorio Veneto avvenuta nel novembre 2017.

Con i consueti tempi rapidissimi quando si tratta di attivisti politici Questura e Procura avevano denunciato i due ragazzi e nonostante la pronuncia del Gip di nove mesi fa, l’accusa aveva insistito per portare gli indagati a processo in quella che era sembrata sin da subito una forzatura da parte di chi aveva condotto le indagini.

Dopo alcuni mesi di udienze di è dunque arrivati al verdetto odierno: assoluzioni!

Assoluzioni che, visto l’andamento del dibattimento, sono state richieste dalla stessa accusa perché è stato impossibile dimostrare la partecipazione fattiva degli imputati all’occupazione dello spazio sociale.

Dopo Zip e Lambretta ecco dunque una terza sentenza favorevole per quel che riguarda i reati connessi all’occupazione di spazi abbandonati destinati a diventare strutture sociali.

Più che un interpretazione politica forse, le ultime sentenze, potrebbero dimostrare una certa stanchezza della magistratura giudicante nell’essere coinvolta in procedimenti per episodi assolutamente risibili dal punto di vista “criminale” e comunque ascrivibile sempre a questioni politiche.

Qui il comunicato di LUMe:

OCCUPARE NON È REATO.
Pochi minuti fa il giudice dell’ottava sezione del tribunale di Milano ha dato lettura del dispositivo della sentenza del processo contro due nostri compagni processati per l’occupazione di lume.
TUTTI ASSOLTI! 
Con la pronuncia odierna si è riconosciuto che occupare uno spazio abbandonato senza finalità di lucro non può essere reato.
Nonostante la soddisfazione per l’esito di questo processo, non possiamo non esprimere preoccupazione per l’attuale incapacità politica, colmata paradossalmente dai giudici, di riconoscimento e tutela dei beni comuni,con un’inversione di ruoli e competenze che non dovrebbe trovare spazio in uno stato democratico.
In attesa delle motivazioni, pubblichiamo un passaggio delle motivazioni del GIP che l’anno scorso aveva rigettato la richiesta di decreto penale di condanna:”la condotta non ha rilevanza penale in quanto ha avuto scopo dimostrativo con la finalità di stimolare gli enti pubblici a una più proficua utilizzazione degli spazi per finalità connesse con il godimento della collettività e della cittadinanza»
Un sentito ringraziamento ai nostri avvocati Mirko Mazzali e Guido Guella.

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