Gli studenti si riprendono via San Calocero!

Uno spazio sgomberato e abbandonato da più di 3 anni.

Per chi mastica un po’ di lotte studentesche a Milano via San Calocero 8 è un indirizzo noto.

Si tratta della sede del primo ZIP, l’occupazione interamente gestita da studenti medi occupata nel dicembre 2015 e sgomberata nell’agosto dell’anno successivo.

Uno sgombero che, tanto per cambiare, ai tempi sembrava urgentissimo.

Urgenza che invece si è rivelata del tutto immaginaria visto che a più di 3 anni dall’intervento delle Forze dell’Ordine per “liberare” i locali lo stabile versa in stato di totale e desolante abbandono.

Parecchio tempo è passato, ma la Rete Studenti Milano ha continuato a vivere sperimentando l’occupazione di altri quattro posti, tutte prontamente sgomberati dalla Questura: via Pastorelli, via Perussia, Corso di Porta Vercellina e via della Signora.

Studenti e studentesse intendono organizzare nello stabile rioccupato tre giorni di incontri e dibattito.

Questo il comunicato:

RIOCCUPATO IL PRIMO ZIP IN VIA SAN CALOCERO!

Ieri sera, in occasione di RIAPPROPRIAZIONE – un evento di tre giorni che mira a denunciare il crescente divenire di Milano come città vetrina e il pessimo sistema della scuola pubblica attuale – abbiamo ripreso possesso di ZIP 1, il primissimo spazio autogestito dalla Rete Studenti Milano in via San Calocero.
Dopo l’inutile sgombero del 2016, l’edificio non è stato più utilizzato e restaurato dalla nostra ultima occupazione, lasciando totalmente inutilizzato un luogo dove studenti e studentesse di Milano lavorando duramente avevano regalato ai cittadini un’alternativa libera e spensierata, in cui costruire un’offensiva rispetto alla città chiusa e repressiva che è Milano. Ancora una volta, però, si è deciso di distruggere tutto ciò che c’è di libero e spontaneo, andando così ad alimentare le dinamiche dello spietato consumo di suolo milanese.
Lo spazio versava in condizioni pietose di abbandono da quattro anni, il solo lavoro è stato sigillarlo con numerose lamiere e distruggere i sanitari, col chiaro scopo di rendere lo spazio ancor più inagibile in caso di rioccupazione.
Ieri sera, per la prima volta dopo quattro anni, questo spazio è stato di nuovo riscaldato dai cuori delle studentesse e degli studenti che, come l’avevano lasciato, l’hanno ritrovato. RIAPPROPRIAZIONE è proprio ciò di cui abbiamo bisogno per combattere la continua e controllata stretta repressiva posta su noi ragazzi, così da far vedere a tutti come giovani studenti medi possono far risplendere di colore e gioia uno spazio inutilizzato in una Milano sempre più grigia.
Vi invitiamo a partecipare a tutte le iniziative e ad aiutarci il più possibile nella riappropriazione di Milano!
Ci vediamo in via San Calocero il 20, 21 e 22 dicembre

I NOSTRI SOGNI VANNO OLTRE LE VOSTRE LEGGI!

VENITE A TROVARCI! OGGI H14:00 PRANZO SOCIALE (3€) @ VIA SAN CALOCERO 8

Tag:

3 risposte a “Gli studenti si riprendono via San Calocero!”

  1. Sara ha detto:

    Dovreste vergognarvi, lo stabile è di proprietà di una onlus che necessita di venderlo con urgenza per dare una nuova casa a 39 persone disabili, che non hanno nessuna delle vostre possibilità di urlare e usare la violenza. Non avrete nessun sostegno dalla popolazione milanese, non lo meritate.

    • Redazione_Mim ha detto:

      Gentile Sara, essendo un’occupazione temporanea lo stabile è già stato rilasciato. Abbiamo raccolto notevole documentazione dello stato di abbandono totale in cui versava. Che lo stabile dovesse essere venduto con urgenza è la motivazione ufficiale utilizzata per il primo sgombero nel lontano 9 agosto 2016. Da quel giorno sono passati 3 anni e 4 mesi ovvero 1.231 giorni senza che nulla succedesse. Lo stabile è stato blindato dopo lo sgombero e lasciato lì a marcire tant’è vero che ormai piove copiosamente in tutte le sale visto il deteriorarsi del tetto. Se lo stabile verrà venduto per sostenere chi ha bisogno saremo i primi ad essere contenti.

  2. Fabio ha detto:

    Preso atto che non riscontro alcuna violenza dalle foto in questione, mi chiedo come sia possibile, che uno stabile in quella zona di quella fattura non sia stato venduto dopo oltre tre anni.
    Mi permetto di segnalare che se uno stabile viene abbandonato per molti anni, spesso si deteriora in modo tale da non poter essere più ristrutturato ma necessariamente demolito.
    A pensar male potrei supporre che quella sia proprio la strategia seguita. Ma forse mi sbaglio. Forse c’è un vincolo di qualche tipo.
    Io da milanese (autoctono) do il mio sostegno e senza voler sminuire la necessità della onlus. Spero solo che non si trasformi in un altro caso edilizio come “bulk” o “pergola” che tanto hanno dato alla mia adolescenza (squattrinata perlopiù).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.