In corteo per Dax

Un migliaio di antifascitə  in corteo per le vie della città.

Dopo due anni in cui le mobilitazioni per ricordare l’omicidio per mano fascista di Dax avevano dovuto fare i conti con il dilagare della pandemia, ieri sera, per la prima volta dal 2019, si è riusciti a mettere in piedi un corteo che ha attraversato le strade del Ticinese e di Milano Sud.

Se il 16 marzo 2020 è stato celebrato quasi in modo “clandestino” poiché era appena stato dichiarato il primo lockdown, l’anno scorso si era dovuto fare i conti con tutta una serie di limitazioni imposte dal dilagare della terza ondata di Covid.

Quest’anno, pur non essendo il Covid sconfitto e pur trovandoci in uno terribile scenario di guerra in Europa, è stato in qualche modo liberatorio potersi trovare in tanti e tante in via Brioschi e poi partire in manifestazione notturna per le vie della metropoli.

La serata è iniziata alle 20 con un presidio dove Davide, Alex e Fabio furono feriti a colpi di coltello dai fascisti della famiglia Morbi.

Le parole d’ordine dell’appello che ha lanciato la serata di ieri mettevano l’accento sulle lotte del mondo del lavoro con un titolo molto chiaro: “Il nostro sangue, il loro profitto”. Nel testo veniva ricordata la figura di Adil, il delegato sindacale di Si.Cobas ucciso nel giugno scorso durante un picchetto di uno sciopero. E uno spazio particolare veniva dedicato alle figure di Lorenzo e Giuseppe, i due giovanissimi studenti morti sul lavoro a inizio anno. Proprio quel riferimento apriva una riflessione sulle lotte degli studentə iniziate lo scorso autunno a Roma e dilagate nel resto d’Italia a inizio 2022. Lotte che, qui a Milano, stanno andando avanti con nuove occupazioni di scuole ogni settimana.

E come ha giustamente notato Rosa, la mamma di Dax, proprio i più giovanə sono stati la presenza più significativa della serata di ieri. Tanti ragazzi e ragazze dei collettivi che hanno animato le occupazioni degli ultimi due mesi erano presenti ieri sera in via Brioschi. Chi magari al suo primo corteo per Dax. Segno questo che il lavoro di trasmissione della memoria da una generazione all’altra è riuscito.

Dicevamo del corteo. Un corteo con un tragitto molto lungo che ha lasciato, lungo il tragitto, molti messaggi antifascisti.

Percorrendo l’Alzaia Naviglio Pavese per raggiungere la tappa finale della serata: la casa di Dax in via Gola, mentre in cielo esplodevano fuochi d’artificio, sul ponte del naviglio veniva appeso uno striscione che recitava: “Mai una lama vincerà un’idea. Dax ama, vive e odia insieme a noi”.

L’anno prossimo, 2023, cadrà il ventennale della morte di Davide e del massacro del San Paolo. Le premesse per costruire una data partecipata e ricca come quella di dieci anni fa, a quanto mostrato da ieri sera, ci sono tutte.

 

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