La foglia di fico del “DDL antisemitismo” per censurare la critica a Israele

Lo chiamano DDL antisemitismo, ma l’antisemitismo non c’entra più di tanto. Anche perché se vogliamo metterla sul piano legislativo, le norme ci sono già, nel codice penale e nella legge Mancino.

La “discriminazione razziale, etnica e religiosa” in Italia è già un reato e l’antisemitismo fa parte di queste fattispecie. E poiché, alla luce della storia europea (e non palestinese, araba o islamica) l’antisemitismo è una forma particolarmente infame di razzismo, il Codice Penale aggiunge e specifica che va punita anche la propaganda che si basa sulla “negazione, sulla minimizzazione in modo grave o sull’apologia della Shoah o dei crimini di genocidio, dei crimini contro l’umanità e dei crimini di guerra”.

Quindi, essendoci tutti gli strumenti di legge per combattere l’antisemitismo, che bisogno c’era di una legge apposita che si occupasse del solo antisemitismo? Ecco, se non vogliamo fare i finti tonti la risposta sta nell’evidente volontà di confondere le acque, di annegare nell’ambiguità il confine tra antisemitismo, che è una forma di razzismo, e antisionismo, che invece è l’opposizione a un’ideologia politica.

Infatti, il cuore del DDL 1044 è rappresentato dalla definizione di antisemitismo, cioè “è adottata la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’Assemblea plenaria dell’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto (International Holocaust Remembrance Alliance – IHRA) il 26 maggio 2016, ivi inclusi i relativi indicatori, necessari ai fini dell’applicazione della legge medesima”.

Giusto per fare un esempio, uno di questi “indicatori” di antisemitismo è “paragonare la politica odierna di Israele a quella dei nazisti”. Cioè, si potrà ancora dire che Israele sta commettendo un genocidio?

La definizione dell’IHRA, infatti, è più che controversa. È contestata esplicitamente, per esempio, dalla Jerusalem Declaration on Antisemitism del 2021 che punta il dito proprio contro la confusione tra antisemitismo e critica ad Israele.

Insomma, il contrasto all’antisemitismo sembra più che altro una foglia di fico e forse qualche dubbio dovrebbe sorgere di fronte ad una platea di promotori, piena zeppa di tifosi di Netanyahu e di nipotini di Almirante. E poi, ci sarebbero anche i cosiddetti “riformisti”, ma forse è meglio stendere un velo pietoso.

No, qui si tratta della volontà di chiudere la bocca a quanti e quante denunciano il genocidio, esprimono solidarietà con il popolo palestinese e criticano Israele. E, in fondo, la dice lunga il fatto che questo DDL sia arrivato nelle aule parlamentari dopo le straordinarie e massicce mobilitazioni popolari contro il genocidio dell’autunno scorso.

Ecco perché è necessario mobilitarsi oggi e perché, nel caso, sarà necessario non adeguarci domani.

A Milano, appuntamento giovedì 1 ottobre, alle h. 17.30 in piazza della Scala.

di Luciano Muhlbauer

* in copertina il livello di devastazione della Striscia di Gaza mostrato da Google Earth nelle sue nuove immagini satellitari

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