Primaggia 2022: un punto di partenza

Il Primo Maggio 2022 a Milano è successo qualcosa di imprevedibile: migliaia di persone sono partite da piazza XXIV Maggio, luogo simbolo della Mayday precaria fin da inizio millennio, e hanno attraversato la città fino ad arrivare all’Arco della Pace. “Primaggia: Strike the War! ” recitava lo striscione di apertura del corteo che sfilava gioioso tra interventi e musica rilanciata dai carri a pedali No Oil, riprendendo l’invito al boicottaggio della guerra lanciato dalle transfemministe russe e condiviso in diverse piazze europee della rete Transnational Social Strike.

Primaggia ha riportato nelle strade della città vetrina milanese le voci e le tematiche delle generazioni precarie: reddito incondizionato, salario minimo, accesso alla città per le persone disabili, lotta alle discriminazioni di genere, abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, maggior investimento sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, rifiuto dei tagli alla sanità e alla cultura a fronte dell’aumento delle spese militari, difesa delle lavoratrici e dei lavoratori del mondo dello spettacolo, richiesta di un permesso di soggiorno europeo.

Durante il percorso il sentire comune era quello di ritrovarsi finalmente nelle  strade con persone che, dopo aver sopportato due anni di pandemia, si ritrovano di fronte la prospettiva di una crisi economica e sociale imminente. La Primaggia è stata un momento di rottura di questa solitudine, un’espressione della potenza vitale dei nostri corpi, rimasti fino a sera a ballare al sunset party che ha chiuso la giornata.

Tutto perfetto? Sicuramente no. Si poteva avere una maggior cura nella costruzione di relazioni con alcune soggettività che fanno un lavoro quotidiano sulle questioni di genere, si potevano coinvolgere maggiormente le realtà studentesche e le numerose comunità migranti della città. La Primaggia è stata solo un punto di partenza; nei prossimi mesi capiremo se l’invito all’apertura di questo spazio politico verrà colto e se il lessico della Primaggia sarà in grado di articolarsi meglio cogliendo, nelle differenze, la possibilità di un terreno comune.

Per il momento ci portiamo a casa una bella giornata di festa e di lotta. Al Primo Maggio 2023 manca meno di un anno.

Faber (Gigaworkers)

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