Trump non sarà a Milano! La manifestazione è annullata

Dopo giorni di incertezza è arrivata la conferma: Donald Trump non verrà in Italia per la finale di hockey prevista per le Olimpiadi. Per cui, non avrà luogo la manifestazione da Piazza Medaglie d’Oro.
A Verona, invece, la manifestazione prevista per la cerimonia di chiusura è mantenuta.

Tra dazi bocciati dalla Corte Suprema, le tensioni alimentate con l’Iran, nonché la prima riunione ufficiale del “Board of Peace”, il Presidente degli Stati Uniti è alle prese con questioni (e dossier…) che mettono in crisi non solo la sua posizione, ma anche quella dei Paesi che lo sostengono, l’intero sistema di relazioni globale.

Il governo guidato da Giorgia Meloni non ha mai rinunciato a ostentare fedeltà e allineamento, in un tentativo disperato di entrare nelle grazie di un leader che, nella realtà dei fatti, finisce per destabilizzare ancora di più le crisi mondiali.

Meloni e i suoi ministri non rappresentano le centinaia di migliaia di persone scese in piazza nei mesi passati, né chi era pront* a mobilitarsi con una grande manifestazione in caso di conferma della presenza di Trump per la finale, a Milano come a Verona per la cerimonia conclusiva delle Olimpiadi.

Il suo forfait non è certo una vittoria. È piuttosto il segnale di una fase in cui la partita più urgente per gli Stati Uniti si gioca sul piano internazionale.

Per questo è necessario continuare a denunciare le politiche neo-imperialiste di Trump, rifiutando la logica dello spettacolo che circonda i grandi eventi sportivi, diventati uno strumento di legittimazione politica. Uno specchio per le allodole.

Lo sport dovrebbe incarnare libertà, autodeterminazione e rispetto reciproco: valori incompatibili con la devastazione dei territori, con le leadership autoritarie e con la criminalizzazione dei più vulnerabili.

Per questo, come convergenza verso l’obiettivo comune, esiste No Kings: già dal 1 marzo a Roma, per costruire insieme (“Together”) la mobilitazione nazionale e internazionale del 27 e 28 marzo a Roma contro i re e le loro guerre, cioè anche contro questo governo neofascista, a partire dalla complicità con i padroni del mondo.

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