Remigration flop, a Milano i movimenti umiliano Salvini

30.000 antifascisti nelle strada, piazza Duomo semivuota.

Se Salvini pensava di ripetere in Italia l’indubbio (purtroppo) successo di pubblico del corteo contro gli immigrati che aveva attraversato Londra nel settembre 2025 si può dire con certezza che ha perso la sfida.
Se credeva di rilanciare con questa mobilitazione la sfida a chi si dimostra più a destra nella coalizione che governa l’Italia rintuzzando la pesante ipoteca che, sul suo elettorato, arriva da Vannacci ha fatto male i suoi calcoli.
Se infine voleva mettere un’ipoteca sulla competizione a destra per scegliere il futuro candidato alle comunali di Milano…dopo la giornata odierna esce un po’ ammaccato.
Sì perché nonostante i pullman da tutta Italia la Lega non è riuscita neanche lontanamente a riempire piazza Duomo piena invece di turisti e di gente intenta allo shopping del sabato.
L’orrida parola d’ordine della remigrazione (ma sarebbe meglio dire deportazione), che ne siamo purtroppo sicuri, nei prossimi mesi e anni, diventerà un imperativo a destra, al momento non è riuscita a mobilitare la piazza.
La manifestazione leghista di oggi dimostra che la destra è ancora in bambola dopo la batosta del referendum e più di un mese di follie dell’Imperatore Trump e del suo mentore Netanyahu cui i sovranisti de noantri hanno mostrato per lungo tempo il più squallido servilismo.

Dall’altro lato della barricata invece i movimenti milanesi hanno dimostrato un buono stato di forma nonostante l’intensità di questo anno politico e nonostante le ultime pesanti operazioni repressive.
Diverse le piazze che sono state organizzate oggi con lo scopo di convergere politicamente nell’opposizione alla manifestazione leghista.
Il primo corteo a muoversi è stato quello partito in piazza Lima.
Poco dopo si è mosso anche quello che invece aveva dato appuntamento in piazza Tricolore. Ed è stato proprio questo corteo che ha cercato di forzare il blocco delle Forze di Polizia verso San Babila venendo contenuto con idranti e lacrimogeni.
I due serpentoni di persone che hanno di fatto accerchiato la mobilitazione salviniana, si sono ricongiunti davanti al Palazzo di Giustizia per poi terminare in piazza Santo Stefano, un luogo decisamente troppo piccolo per contenere la folla presente nelle strade della città. A quel punto una parte dei manifestanti si è mossa nuovamente verso porta Romana.

Non ci sarà tempo però per cullarsi troppo sugli allori perché tra una settimana si torna in piazza per celebrare il 25 Aprile, nello stesso percorso insozzato oggi da razzisti e xenofobi assortiti.

P.S. Grande assente chi invece che contendere la piazza alla Lega ha deciso di chiudersi in un teatro lontano dai luoghi dove oggi a Milano sono successe le cose veramente significative.

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