Newroz, la festa dei curdi dimenticati dall’Occidente

Succede dal 21 al 23  marzo di ogni anno: 15 milioni di curdi in Turchia e gli altri 12 fuori dai confini celebrano il Newroz; la festa proibita che dà inizio al loro calendario, in omaggio alle loro origini sanscrite e al culto originario di Zoroastro.
Nasce da una leggenda che narra della ribellione contro un re dispotico e sanguinario. Per comunicare la vittoria alla popolazione curda sparsa tra le montagne vennero accesi dei fuochi in segno di gioia. Da allora, tutti gli anni, il 21 marzo, nei paesi del Kurdistan vengono accesi migliaia di fuochi per ricordare la omaggiare la Resistenza.
Quest’anno il Newroz segna il 50° anniversario dell’avvio del processo di fondazione del PKK.

Il popolo curdo, nonostante tutto, ha però sempre meno da festeggiare: dopo aver combattuto sul campo e sconfitto ISIS, è stato bersagliato dall’irriconoscenza dell’Occidente. Come ultimo atto di sfregio, la Procura di Ankara ha chiesto di mettere al bando il partito filo-curdo Hdp, terza forza nel Parlamento e da sempre spina nel fianco del presidente Recep Tayyip Erdogan. Una mossa, quest’ultima, che cerca di eliminare questo partito di opposizione nel parlamento turco prima delle elezioni previste per il 2023.
Ma nonostante la repressione e i divieti, il Newroz è una festa che all’inizio di ogni primavera si tiene comunque, soffocata tra arresti, sparizioni, morti e feriti.

Il fuoco è considerato un simbolo di trionfo nella mitologia curda. Durante il Newroz i curdi indossano i loro abiti tradizionali e festeggiano accendendo fuochi, eseguendo allegre danze e canti tradizionali curdi.

Nassi LaRage

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