Sulla pelle del popolo curdo

Finlandia e Svezia hanno dichiarano che “estenderanno il loro pieno sostegno alla Turchia” in materia di sicurezza nazionale, confermando che il PKK (Partito dei Lavoratori del Kurdistan) è “un’organizzazione vietata” e pertanto “adotteranno misure concrete per l’estradizione di criminali terroristi” dai loro paesi e per “proibire le attività di raccolta fondi e reclutamento del PKK e dei suoi affiliati”.
Svezia e Finlandia promettono inoltre di cancellare tutte le restrizioni nelle esportazioni di armi alla Turchia imposte dal 2019, dall’inizio dell’intervento armato di Ankara nel nord della Siria; si impegnano inoltre a non fornire sostegno al partito dell’Unione democratica curda siriana (PYD) e ai gruppi delle unità di protezione popolare e delle donne, parte della coalizione anti-Isis e in prima linea nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria.
Un risultato, questo, che va oltre le più rosee aspettative del presidente turco Erdogan, a cui gli altri membri dell’Alleanza, Stati Uniti in primis, hanno dato il loro benestare: Joe Biden si è congratulato per quello che ha descritto come “un passo cruciale che rafforzerà la nostra sicurezza collettiva”.
Con la Svezia e la Finlandia “la Nato sarà più forte e sicura” sostiene il presidente americano Joe Biden, annunciando che Washington rafforzerà la sua presenza militare in Europa, incluse capacità difensive aeree aggiuntive in Germania e Italia.

Nel documento della NATO quindi, anche le YPG e le YPJ sono state dichiarate terroriste, dopo aver combattuto e sconfitto l’ISIS, perdendo oltre 10.000 combattenti.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan ha rilasciato una dichiarazione sul vertice della Nato a Madrid:
“Il fatto che i risultati, i valori, la libertà e la lotta del popolo curdo vengano trasformati in merce di scambio per l’allargamento della NATO è una dichiarazione di inimicizia contro i curdi.
L’accordo raggiunto a Madrid tra Finlandia, Svezia e Turchia sulla politica impostata dal governo turco mostra l’ipocrisia di un sistema che si autodefinisce “democrazia occidentale”.
Il vero volto di questo sistema è stato così mostrato ancora una volta. Il sostegno ai curdi deciso dai socialdemocratici svedesi al loro congresso di partito è stato minato ed è diventato chiaro che tutto può essere negoziato per il a scopo di lucro, e anche questa è un’ingiustizia contro i propri membri e la società in Svezia.

Il Kurdistan è stato trasformato in una colonia grazie all’Accordo di Losanna. I curdi vengono annientati nella loro stessa terra.
Oggi è il popolo curdo che sta rafforzando la democrazia nello stato turco con un’elevata coscienza politica e in modo organizzato. Nessun potere al mondo sarà in grado di sconfiggere questo popolo.
Di fronte alla lotta di liberazione curda, il regime fascista turco non può fermare il suo crollo e, per questo, cerca il sostegno internazionale per compiere un genocidio.

La NATO sostiene con tutti i mezzi la Repubblica di Turchia dal 1985. Il movimento di liberazione curdo è comunque all’apice della sua storia oggi. Il popolo curdo ha milioni di amici in Svezia, Finlandia e in tutto il mondo. Insieme lotteranno ancora più duramente per la pace e la democrazia, contro tutti coloro che danno allo Stato turco fascista il via libera al genocidio contro i curdi”.

In memoria di tutt* coloro che sono morti combattendo per difendere il popolo curdo e gli ideali del Confederalismo, sempre al fianco della Resistenza curda.

“Non cercare tra le montagne, siamo ovunque”

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Documento Congresso Nazionale Kurdistan KNK, Stoccolma, 29 Giugno 2022

“In merito alla richiesta di adesione alla NATO di Svezia e Finlandia e al memorandum d’intesa tra i rispettivi Paesi.

Il Memorandum d’intesa tra Turchia, Svezia e Finlandia è un tradimento nei confronti di tutti i curdi svedesi qui in patria, ma anche nei confronti di tutti i curdi al di fuori dei confini della Svezia. Dalla firma dell’accordo martedì, I curdi preoccupati per l’argomento si sono resi conto che l’accordo in generale consiste esclusivamente in punti relativi alla questione curda della pace e della libertà. È un giorno buio per tutte le centinaia di migliaia di curdi svedesi. I curdi sono stati nuovamente vittime del perseguimento di scopi e interessi altrui, come abbiamo visto molte volte nel corso della storia.

La posizione dei curdi sulla questione è stata chiara: la Svezia ha il diritto di prendere decisioni e misure necessarie per la sicurezza politica del Paese, ma non a spese dei curdi. Definire terroristi tutti i curdi che lottano per la libertà e la democrazia è inconcepibile, soprattutto alla luce della lotta condotta per diversi anni dell’YPG / YPJ contro l’ISIS.

Erdoğan ha spinto la Svezia a un vergognoso adeguamento e, in pratica, la Svezia, insieme alla NATO, ha concesso alla Turchia un accordo per esercitare un’oppressione transnazionale. Il lungo braccio dell’autoritarismo di Ankara può ora estendersi e minacciare le vite dei curdi, all’estero ma in particolare qui in Svezia, grazie alla complicità della NATO.

I curdi in Svezia hanno sofferto per più di trent’anni in relazione all’omicidio del primo ministro svedese Olof Palme. In quel contesto i curdi sono stati identificati come assassini e bollati come terroristi, cosa che ci ha accompagnato per tutti questi anni e ha costituito la base per le vessazioni e l’oppressione dei curdi. La Turchia ha svolto un ruolo cruciale in quel contesto, cosa di cui siamo di nuovo testimoni mentre la storia si ripete.

I curdi svolgono attività politiche in molti Paesi per la libertà e la democrazia. Un’attività condotta in conformità con le leggi e i regolamenti dei rispettivi Paesi. La lotta curda non deve essere considerata un’attività terroristica, ma piuttosto una lotta per la democrazia e la libertà di espressione. Ci aspettiamo che Svezia e Finlandia ci mostrino solidarietà, ma soprattutto che promuovano e facciano sentire la voce della democrazia e della libertà di espressione.

Non dimentichiamo che i curdi che lottano per la pace, la libertà e la democrazia sono costantemente vessati, picchiati e arrestati.

Le aspettative dei curdi nei confronti di Svezia e Finlandia sono la solidarietà e il sostegno alla lotta per la libertà.

Zeyneb Murad, Ahmed Karamus

Co-presidente, Co-presidente

 

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