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Primo Maggio NoExpo – Un messaggio da Atene: “In Italia pene spropositate”

Redazione_Mim

Italia

10644464_1150771438274139_4847515271485268083_nEmesse in questi giorni le motivazioni per cui la Grecia ha negato l’estradizione di 5 attivisti accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del Primo Maggio.

Il 12 Novembre 2015 scattano una serie di misure cautelari per i fatti del Primo Maggio NoExpo a Milano.

La Procura di Milano, attraverso il mandato d’arresto europeo chiede l’estradizione di cinque attivisti greci accusati di devastazione e saccheggio.

I ragazzi greci vengono fermati la mattina del 12 Novembre in Grecia, ma rimessi quasi immediatamente in libertà con obbligo di firma.

Ai primi di Gennaio la Corte d’Appello d’Atene rifiuta la richiesta d’estradizione per i 5 indagati.

In questi giorni stanno venendo depositate le motivazioni della decisione.

Il punto fondamentale della decisione greca sembra stare nel fatto che le pene previste per il reato di devastazione e saccheggio sono assolutamente spropositate. Si parla infatti di pene che vanno da un minimo di 8 a un massimo di 15 anni. Una mostruosità giuridica rimarcata dalla magistratura ellenica. Il codice penale greco, per reati di piazza, prevede infatti pene non superiori ai 5 anni. In aggiunta a ciò, per questi reati, non è prevista la carcerazione preventiva.

Una seconda motivazione sta nel fatto che nel mandato di arresto le autorità italiane non descriverebbero con precisione le condotte degli imputati che risulterebbero assolutamente generiche e vage.

Che dire? Una lezione di civiltà giuridica da Atene…

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