Distruggere un cinema storico della città per farci una palestra gestita dalla Virgin?

Molto spesso, in questi anni, abbiamo narrato una dinamica molto tipica di tanti spazi in giro per la nostra metropoli. E’ una dinamica che può essere quasi riassunta in una semplice equazione matematica: “Abbandono-occupazione-sgombero-riqualificazione”. Ecco, tra i tanti spazi soggetti a questa inesorabile legge della gentrificazione/speculazione, c’è anche l’ex Cinema Maestoso di piazzale Lodi che 8 anni fa ospitò l’entrata sulla scena cittadina di Ri-Make e che ora diventerà una delle tantissime palestre della nostra città.

Qui sotto il comunicato di Ri-Make sulla vicenda.

Non è un pesce d’aprile, ma il destino dell’ex Cinema Maestoso in piazzale Lodi, di cui proprio oggi abbiamo visto iniziare la demolizione definitiva. Nascerà al suo posto il “Cinema Italia Teatro”, ma il cinema rimarrà solo nel nome, diventando uno dei tanti centri palestra già presenti in città (qui un articolo dell’estate scorso con le ultime notizie reperibili del progetto in pianificazione, fino alla demolizione di oggi).

Per noi questo luogo ha un significato molto particolare: è proprio dal recupero e la riapertura di questo storico cinema chiuso e abbandonato dal 2007 che è iniziata la storia di Ri-Make nel giugno 2013: un cinema dove tornare gratuitamente a poter guardare un film in una sala meravigliosa, ma anche partecipare a presentazioni di libri e dibattiti, spettacoli e mostre fotografiche, e usarlo collettivamente e in autogestione per rispondere ai bisogni e i desideri di chi lo attraversava. Uno spazio dove riappropriarci di spazi e tempi, pensare e praticare solidarietà e conflitto, ri-fare politica nel suo senso più radicale, ripartendo dalle radici, dal basso. Il cinema Maestoso riprese vita per un solo mese prima che la proprietà chiese e ottenne con urgenza lo sgombero con la forza. Un mese che per noi è sembrato durare qualche anno, è che è stato solo il primo passo di una storia che resiste ancora oggi e vive quotidianamente nell’ex liceo Omero di Bruzzano.

Le immagini delle ruspe in azione ci fanno male, per quello che abbiamo vissuto e costruito in quel cinema, ma soprattutto perché per l’ennesima volta in questa città prevale la speculazione e gli interessi di profitto privati su qualsiasi cosa, sulla storia di un quartiere e di una città, senza alcuno spazio perché chi ci abita possa decidere che cosa è utile, desiderabile e necessario e cosa no. E quando gli spazi rinascono in autogestione, grazie alla partecipazione attiva di tante persone, vengono definiti “edifici in disuso” per usare le parole del Comune di Milano, sotto minaccia costante di essere cancellati per darli in pasto al miglior offerente privato e a progetti di “riqualificazione” utili a gonfiare i portafogli di pochi e impoverire i quartieri.

In questo momento poi, in cui il mondo dell’arte e della cultura è in movimento e in lotta da mesi, mentre le lavoratrici e lavoratori dello spettacolo del Coordinamento Spettacolo Lombardia occupano e aprono a tutta la città il Piccolo Teatro Grassi pretendendo che il proprio lavoro, i propri diritti e la cultura siano prioritari, distruggere un cinema ci sembra un’immagine che rappresenta bene quali sono invece gli interessi fondamentali di chi ha le mani sulla città.

Uno degli striscioni che issammo sul mastodontico edificio del Maestoso recitava “Ri-Make… e sarà tutto un altro film”. Il cinema dove volevamo proiettarlo viene distrutto in questo momento, ma il film alternativo che abbiamo iniziato a girare per le strade della città otto anni fa non è finito, con attor* protagonist* tutt* coloro che non hanno nulla se non le proprie forze e risorse per costruire insieme una città fatta di Beni Comuni, mutualismo, cultura dal basso, cura reciproca e autogestione.

Una storia collettiva da moltiplicare, e che può cambiare il finale che sembra già scritto.

Il film continua… ed è per tutt*!

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