Milano – Una giornata NoBorder in giro per la metropoli

29Oggi si è svolta all’interno del Museo della scienza e della tecnica l’anteprima della mostra “Extreme – Alla ricerca delle particelle”. In mattinata ci siamo radunati nelle vicinanze con l’intento di impedire lo svolgimento della conferenza. Lo scopo? Contestare il Premier Matteo Renzi, il Presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e il Sindaco di Milano Giuseppe Sala, tutti ospiti della conferenza.

Proprio in questi giorni sta passando a Milano la carovana internazionale No Border, partita da Francoforte, che attraverserà il Nord e il Centro Italia, per andare poi in Grecia a protestare contro le politiche europee rispetto alla gestione dei flussi migratori. Proprio per questo, venuti a sapere della presenza di questi tre personaggi, insieme a molti attivisti arrivati da altre città italiane e nordeuropee abbiamo deciso di bloccare l’ingresso del museo con un’azione di disobbedienza civile volta a portare al centro dell’attenzione problemi e ingiustizie rispetto alla gestione nazionale, regionale e comunale dei migranti.

Le Forze dell’Ordine hanno risposto alla nostra manifestazione pacifica con la violenza. Più volte hanno caricato i manifestanti, fermi e a volto scoperto, ferendo due studenti e impedendo il passaggio del corteo verso l’ingresso del museo. La loro violenza è mirata a farci tacere, ma non basteranno i loro schieramenti a fermare il nostro messaggio.

Dopo questa prima azione ci siamo spostati alla sede centrale delle Poste Italiane. Da tempo sono infatti complici delle deportazioni subite da migliaia di migranti, stivati come animali e rispediti come pacchi al loro paese d’origine. All’interno della sede abbiamo aperto due striscioni e manifestato la nostra opposizione alle loro politiche di speculazione. Renzi, Maroni e Sala sono complici e artefici delle stesse politiche europee che ogni anno continuano a permettere la morte di migliaia di uomini, donne e bambini nel Mar Mediterraneo.

Le leggi e i trattati che condanniamo sono:

-la convenzione di Dublino, che costringe ancora oggi decine di migliaia di persone ad essere deportate all’interno dei confini europei. Esseri umani in fuga da guerre e povertà vengono trattati come pacchi o capi di bestiame: viene impedito loro di circolare liberamente all’interno dell’unione europea, vengono innalzati confini e barriere, in un mondo che dovrebbe essere libero e aperto a tutti;

-il trattato tra Turchia e Unione Europea, che impedisce l’accesso di migliaia di persone all’interno dell’UE dando in cambio 6 miliardi di euro al governo Turco di Erdogan, che a causa delle politiche autoritarie, discriminatorie e repressive è la causa stessa della fuga di decine di migliaia di persone dalla Turchia;

-la legge Bossi-Fini, che oltre a causare la morte di migliaia di persone, nonostante le ultime modifiche continua ad essere una legge discriminatoria e condanna centinaia di migliaia di persone a vivere in clandestinità;

Infine contestiamo la gestione dei migranti a livello regionale e comunale su ogni piano, a partire dalla mancanza di luoghi di aggregazione e di integrazione fino alle terribili condizioni dei centri di accoglienza, che rischiano costantemente la chiusura forzata. Questi ultimi sono sempre sovraffollati e i diritti fondamentali dei migranti (e di ogni essere umano) vengono regolarmente calpestati.

Ogni anno questa mala-gestione costringe migliaia di persone a vivere per strada. Puntualmente il ”problema migranti” viene trattato come un’emergenza, ma alla fine non vengono mai costruite basi solide che possano garantire e ampliare i diritti di tutti coloro che transitano attraverso Milano o che decidono di rimanervi, e si rimane sempre allo stesso punto.

Addirittura negli ultimi mesi la giunta milanese era talmente impegnata a fare campagna elettorale da non ricordarsi del prevedibile arrivo di migranti durante il periodo estivo, facendo ricadere su associazioni e cittadini volontari la responsabilità di tantissime persone, aumentando la disperazione di chi deve vivere per strada.

Diciamo no a tutte le politiche di dominio e sfruttamento del più debole.

Da Milano, dall’Europa e da tutto il mondo si leverà il nostro grido: NO BORDERS!

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