Rastrellamenti di migranti anche in Francia – Progetto 20K


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La notte tra il 24 e il 25 luglio circa 250 migranti, accompagnati da Cedric Herrou e dall’eurodeputato ecologista José Bové, sono stati fermati a Cannes dalla polizia francese su un treno diretto a Marsiglia, e più di un centinaio di loro – il numero, a seconda delle fonti, oscilla tra 150/180 persone – è stato condotto alla stazione della PAF (Police Aux Frontieres) di Menton. Qui vi erano già altri ragazzi rastrellati nei giorni precedenti. In frontiera alta si è palesata la difficoltà nell’accedere alla zona, data l’alta militarizzazione del territorio sia dalla parte francese che da quella italiana.

Sul posto sono giunte persone solidali, assieme ad attivisti di Amnesty International e dell’associazionismo francese, giornalisti e avvocati. A questi ultimi non è stato permesso entrare nella stazione per assistere i migranti trattenuti, i quali sono stati prima suddivisi in tre piccoli gruppi (rispettivamente composti da 17, 16 e 10 persone) e poi trasferiti dal commissariato francese alla caserma italiana, dove ieri mattina sono stati rilasciati. I restanti sono rimasti ore confinati alla PAF, senza poter avere contatti con l’esterno. Durante la mattinata e il pomeriggio sono però continuati trasferimenti e rilasci, anche di minori, con decine di ragazzi costretti a discendere a piedi il tratto che dalla frontiera alta porta al centro-città di Ventimiglia.

L’altra notte si sentivano urla e rumori in grado di testimoniare lo stato di disagio psicofisico dei migranti all’interno della struttura della PAF. Alcuni ragazzi incontrati nelle ore successive al rilascio sostengono infatti di aver subito soprusi: costretti a rimanere in piedi con le mani alzate per ore e controllati a vista dai cani-poliziotto (muniti di museruola), per spaventarli e tenerli costantemente sotto pressione. Ai migranti non è stato permesso mangiare ed è stato loro sommistrato solo un minimo quantitativo d’acqua. Un medico di MSF li ha visitati in ambulatorio e ha riscontrato segni evidenti di graffi ed escoriazioni derivanti da possibili abusi.

Ci preme infine sottolineare come i rastrellamenti per le deportazioni forzate verso Taranto non avvengano solo in Italia, ma anche nella parte francese, dove si sta verificando un incremento dei controlli polizieschi, soprattutto a Menton, Breil e Cannes.

L’articolo da Progetto 20K

Pubblicato da Matteo, il 27 luglio 2017 alle 08:34

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