10 agosto 1944: la strage di piazzale Loreto

Domani cadrà il 79° anniversario dell’eccidio di piazzale Loreto quando 15 antifascisti vennero fucilati dai fascisti della Legione Muti su ordine del comando tedesco e i loro corpi esposti sotto il torrido sole agostano per tutta la giornata come monito alla cittadinanza.

Anche quest’anno è prevista una giornata di commemorazioni che inizierà alle 9,30 alla lapide che ricorda le vittime delle massacro nazifascista e terminerà in serata con il consueto presidio musicale nel medesimo luogo.

Quest’anno l’anniversario di quella tragica giornata cade a poco meno di un anno dalla vittoria elettorale di Meloni e di Fratelli d’Italia, eredi di quel Movimento Sociale nato dalle macerie del Ventennio ed elemento guida del governo più a destra delle storia repubblicana. Siamo paradossalmente anche nell’ottantesimo anniversario della tragica estate del ’43 che vide prima la defenestrazione di Mussolini il 25 luglio dopo che i nodi di una guerra disastrosa erano venuti al pettine con lo sbarco alleato in Sicilia e con il bombardamento di Roma e poi la resa dell’Italia l’8 settembre con la fuga del re e di Badoglio, il disfacimento dell’Esercito italiano (600.000 soldati fatti prigionieri e deportati in Germania) e la spietata reazione tedesca. Il tutto con lo stivale trasformato in un campo di battaglia che non vide contrapposti solo nazisti e anglo-americani, ma anche fascisti della Repubblica Sociale Italiana e movimento partigiano della Resistenza. Ed è proprio in quello scontro sanguinoso che vanno a inserirsi i fatti dell’agosto ’44.

In quel mese la nostra città è sotto occupazione nazista da ormai quasi un anno.
Milano era già stata teatro degli scioperi del 1943 e del 1944, che erano costati la deportazione di moltissimi operai e di molte azioni partigiane tra la quali l’assalto all’aeroporto di Taliedo, l’eliminazione del Federale di Milano Aldo Rasega, l’assalto alla Casa del Fascio di Sesto San Giovanni e tante altre. La reazione nazista e fascista era stata dura con rastrellamenti e deportazioni di massa. Nel dicembre del ’43 tra l’Arena ed il Poligono di Milano erano stati fucilati 13 partigiani. Dopo un memento di stanca, dovuto anche ai durissimi colpi repressivi inflitti dai nazifascisti, il movimento partigiano milanese aveva rilanciato la lotta anche grazie all’arrivo in città di Giovanni Pesce, il Comandante Visone. Rilancio avvenuto in tutta l’Italia occupata anche grazie alla duplice notizia della liberazione di Roma e dello sbarco in Normandia  (di quelle settimane è anche il poco noto disastro provocato dai sovietici nelle fila della Wermacht con l’Operazione Bagration). I mesi di luglio ed agosto avevano visto una recrudescenza repressiva con diverse fucilazioni di partigiani in città ed in provincia.
Del resto, tra il 21 luglio e il 25 settembre 1944 i tedeschi lamentarono 624 caduti, 993 feriti e 872 dispersi a causa di attacchi della Resistenza che, a propria volta, ebbe nello stesso periodo 9.250 caduti. Questo poneva la Resistenza italiana ai primi posti come livello di efficienza solo dietro a quella sovietica ed a quella jugoslava.

Il 10 agosto su ordine del Comando della Sicurezza (SD) tedesca a Milano furono prelevati da San Vittore 15 partigiani. La loro fucilazione avvenne all’alba. I nazisti, al comando del capitano delle SS Theodor Saevecke, giustificarono la strage come risposta all’attentato contro un camion tedesco avvenuto in viale Abruzzi l’8 agosto 1944. Quell’attentato, mai rivendicato, non fece alcuna vittima tra i tedeschi.
Si trattò quindi di un’operazione di puro terrore poiché il famigerato Bando Kesselring (comandante delle truppe tedesche in Italia) prevedeva la fucilazione di 10 italiani per ogni soldato tedesco caduto.
I corpi, lasciati esposti per l’intera giornata ed insultati dai militi della Muti furono rimossi solo in serata.
Questo feroce episodio aumentò a dismisura l’odio ed il risentimento dei milanesi contro tedeschi e fascisti.

Questi i nomi dei 15:

-Gian Antonio Bravin, 36 anni
-Giulio Casiraghi, 44 anni
-Renzo del Riccio, 20 anni
-Andrea Esposito, 45 anni
-Domenico Fiorani, 31 anni
-Umberto Fogagnolo, 42 anni
-Tullio Galimberti, 21 anni
-Vittorio Gasparini, 31 anni
-Emidio Mastrodomenico, 21 anni
-Angelo Poletti, 32 anni
-Salvatore Principato, 51 anni
-Andrea Ragni, 22 anni
-Eraldo Soncini, 43 anni
-Libero Temolo, 37 anni
-Vitale Vertemati, 26 anni

Negli anni la destra italiana, anche attraverso clamorosi errori (per usare un eufemismo) da parte della sinistra istituzionale è riuscita a costruire una narrazione di quegli anni dove le responsabilità gravissime e vergognose del fascismo vengono sminuite e la Resistenza tratteggiata sotto tinte fosche. Questo anche grazie alla presenza nel paese di un gigantesco ventre molle a-fascista in perfetta continuità con la famigerata zona grigia fatta di ignavia e inazione che aveva caratterizzato una fetta del popolo italiano tra il 1943 e il 1945.

Questo articolo serve a dare un contributi nel ricordare la verità dei fatti e della storia.

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7 risposte a “10 agosto 1944: la strage di piazzale Loreto”

  1. Claudio di pietro ha detto:

    Purtroppo in italia mon si è mai fatto un vero processo ai fascisti e al fascismo.. E le generazioni venute dopo.. sono disorientate.. E non hanno mai saputo la verita sul disatroso ventennio.. Complice gli interessi geo politici degli usa in forma anti sovietica e del temuto comunismo.

  2. Francesco Sacchelli ha detto:

    Anche Benito Mussolini, dopo avere appreso della pretestuosa e inutile strage, proferì: “ questo sangue, inutilmente versato , lo pagheremo molto caro”. E così fu!

  3. Alfredo Simone ha detto:

    per la verità responsabile di tutto questo è stato “Il Migliore”, ovvero Togliatti con la sua famigerata amnistia ai fascisti…

  4. Ornella Caltabiano ha detto:

    Credo che sia giusto non dimenticare mai cosa ha fatto il fascismo in Italia, e ricordiamoci che le stragi nazifasciste ci sono state perchè le camicie nere hanno accompagnato sul posto i tedeschi. Nelle stragi di Vinca, di Stazzema, di San Terenzo Monti, ecc…furono trucidati solo vecchi donne e bambini, molti piccolissimi. Non era possibile che i nazisti li potessero scovare, solo dei sentieri conosciuti dalla gente del posto poteva portarli da loro.
    La cerimonia di Piazzale Loreto ricorda le povere anime che persero la vita il 10 agosto, e quanto fosse tragico, violento e inumano il fascismo.

  5. Nicola DI Canio ha detto:

    La ferita non si rimarginerà mai,perché l’odio dei fascisti non fu mai più forte dei loro antagonisti partigiani.
    Tutti e due le contrapposizioni si odiavano in uguale misura e in uguale misura fecero cose aberranti,non giustificabili con il contesto storico e la sete di vendetta.
    Dentro questa fetta di storia sporca ci si trova di tutto,dalla vendetta personale alla voglia di giustizia dal ladrocinio all’usurpazione fino alle più turpe inclinazioni cattive e malate di personalità che approfittando del momento poterono tirare fuori i loro malati bisogni.
    Per me fu questo …poi posso sbagliarmi.

    • Redazione_Mim ha detto:

      Non ci risulta che i partigiani italiani abbiano fatto 20 anni di dittatura, guerre coloniali con annesse stragi utilizzando armi chimiche, invasione di paesi già in ginocchio come la Francia o che nulla ci avevano fatto come la Grecia (giusto per citare il caso più celebre). Non ci risulta neanche che abbiano collaborato fattivamente nella deportazione e sterminio degli ebrei nelle camere a gas e nei forni crematori. Così, giusto per citare le cose più lampanti…

  6. Giampiero Spinelli ha detto:

    Per Alfredo Simone e Nicola di Canio.
    Sono due spiegazioni e posizioni vicine a giustificare i nazifascisti di ieri e l’opportunismo odierno.
    La misura di Togliatti mirava a recuperare e rieducare le figure minori e quelle persone strumentalizzate, pur avendo magari partecipato al regime. Non puntava alla liberazione dei grandi gerarchi dei vertici militari o dei profittatori di guerra.
    La invito s leggete il brl libro di Pesce (Visone).
    Per l’altro signore più che analisi vorrei invitarlo al film con Volonté quando si battono contro i tedeschi e alla reazione di un napoletano verso quei valorosi.
    Ecco credo che lei ragioni come quel vecchio sullo schermo.

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