BLOCKUPY MILANO: VERSO FRANCOFORTE, PER UN MAGGIO GLOBALE DI LOTTA

[Pubblichiamo e inviamo questo testo a tutte le realtà con cui siamo entrati in contatto e con cui abbiamo avuto modo di collaborare sino ad oggi. Vorremmo chiedere a tutti di parlarne, discuterne all’interno dei propri ambiti e farci sapere cosa ne pensano, se hanno voglia di contribuire, aderire formalmente, partecipare con noi alla giornata del Primo Maggio. Noi vorremmo che questo testo fosse considerato per ora una “bozza aperta” sino alla fine di questa settimana e invitiamo quindi tutti a farlo girare nelle mailing list interne ma a non pubblicarlo su siti, blog ecc. Per quella data, una volta raccolte le eventuali prime adesioni, commenti e critiche, promuoveremo una diffusione pubblica del testo su tutti i siti e i canali di comunicazione possibili.Facciamo inoltre presente che siamo disponibili ad organizzare riunioni ed incontri con chiunque fosse interessato a discutere con noi delle proposte avanzate in vista del primo maggio e che sicuramente realizzeremo un momento pubblico di presentazione della azioni previste per il primo maggio e di lancio verso Francoforte il giorno 30 Aprile presso la nuova occupazione del Collettivo Lambretta in piazza Ferravilla.

Noi la vostra austerity non la paghiamo!

Con questo netta rivendicazione in tantissimi, da tutta Europa, ci avviciniamo all’assedio della Banca Centrale Europea del 17, 18 e 19 Maggio a Francoforte.

L’avevamo già annunciato quasi un mese fa, quando il 31 Marzo siamo scesi in piazza a Milano  per il grande corteo nazionale contro il ricatto della finanza e del debito, sanzionando simbolicamente i luoghi di chi realmente ha causato e deve pagare la Crisi.
Stiamo assistendo al commissariamento del nostro sistema democratico e alla distruzione, de facto, del sistema della ricerca e della formazione (come l’Onda ci ha insegnato, la prima istituzione che è fallita in Italia è stata proprio l’Università) alla vergognosa imposizione di una devastante riforma del lavoro e  degli ammortizzatori sociali, allo sperpero di soldi pubblici per grandi opere inutili (vedi TAV, TEM, l’EXPO e molti altri macro progetti, funzionali solo alle tasche di banche, partiti e consorterie politiche e finanziarie di tutte le risme), alla svendita dei beni comuni, alla carcerazione del dissenso e del conflitto sociale.
Il Governo Monti, con l’appoggio di Napolitano, va avanti per tappe forzate ripetendo ossessivamente da mesi che la ragione della austerity è sempre e solo il debito pubblico da sanare, creando una profonda ferita nel nostro ordinamento giuridico e nel nostro sistema democratico, con l’inserimento del pareggio di bilancio nella Costitituzione.
Ovviamente, senza mai prendere in considerazione la possibilità di istituire un processo che porti ad una verifica precisa e trasparente (il famoso audit) sulla composizione del nostro debito pubblico, per capire a quanto ammonti la fetta considerabile illegittima: il debito pubblico da risanare diventa il grimaldello che abbatte diritti sociali conquistati da decenni e viene utilizzato per mettere l’intera società nel vortice della precarietà a 360 gradi. E quindi addio articolo 18(ci vuole più flessibilità per abbattere questo benedetto spread, lo dicono i mercati, lo dice anche  il PD!), addio anche ai rimasugli di un welfare che era già fortemente antiquato, oltre che “selettivo” nei soggetti che potevano
realmente usufruirne.
Ma l’Italia è solo un tassello di un processo più ampio:la troika finanziaria (nata dal sodalizio sempre più pervasivo tra Banca Centrale Europea, Fondo Monetario Internazionale ed Unione Europea), con la totale complice  sudditanza dei governi dei vari paesi, ha deciso di mostrare definitivamente il suo volto.

Ma noi, come tanti altri in tutto il mondo (dalle piazze statunitensi, a quelle spagnole a quelle greche…) continuiamo a dirci non rassegnati e a non voler subire tutto questo!

Non siamo pronti ad accettare passivamente qualsiasi bieca disposizione, figlia di decisioni che tutto considerano tranne quello che ci preme davvero: i nostri
sogni, i nostri diritti, le nostre necessità…banalmente il nostro presente e il nostro futuro.
Per questa ragione abbiamo partecipato al corteo del 31 Marzo a Milano, per questo motivo saremo a Francoforte tra il 17 e il 19 Maggio, assieme a migliaia di persone da tutta Europa, per portare la nostra voce e il nostro dissenso fin sotto i palazzi della centrale finanziaria europea, bloccandola.
Là dove si scrivono i passaggi di questa vicenda che rischia di tramutarsi in tragedia per milioni di persone, noi ci saremo…
Proprio nello spirito e nelle pratiche che ci condurranno in terra di Germania, vivremo a Milano la giornata della Mayday, da sempre laboratorio meticcio e innovativo di lotte conflittuali, attraversandola con i soggetti che subiscono
costantemente il ricatto perpetrato dal capitalismo globale e che rivendicano un futuro diverso, fondato sull’estensione dei diritti, su un reddito di cittadinanza come antidoto al ricatto della precarietà, su un nuovo welfare all’altezza dei tempi.
Vogliamo che questa tensione, questo desiderio di modifica dell’esistente, sia presente per le strade di Milano il primo maggio; e lo vogliamo esplicitare andando a toccare i luoghi simbolo della crisi, nella città che raccoglie il gotha della finanza nostrana, nella maniera in cui lo faremo, da tutta Europa, a metà Maggio a Francoforte.
NO ALL’AUSTERITY, NO AL RICATTO DEL DEBITOPER UN  MAGGIO GLOBALE  DI CONFLITTO!BLOCKUPY MILANO DIREZIONE FRANCOFORTE
Rete Studenti Milano
Collettivo Lambretta
LabOut
Zam – Zona Autonoma Milano
Milano in Movimento
Ambrosia
PER ADESIONI : blockupymilano@gmail.com

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