Un anno fa la morte di Lorenzo. Nel frattempo nulla è cambiato

Il 21 gennaio dell’anno scorso moriva d’Alternanza Lorenzo Parelli, studente diciottenne.

Cade oggi il primo anniversario della morte di Lorenzo, studente ucciso dalla caduta di una trave metallica mentre era al suo ultimo giorno di stage alla Burimec di Lauzzaco, un’azienda meccanica in provincia di Udine. Il processo per la sua morte non è ancora iniziato. Nel procedimento risultano indagate due persone.

Lorenzo purtroppo è solo il primo della tragica lista di giovani studenti deceduti in Alternanza Scuola-Lavoro nel 2022. A pochi giorni dalla sua tragica scomparsa è morto Giuseppe Lenoci e successivamente ha perso la vita Giuliano De Seta la cui tragica vicenda è recentemente tornata alla ribalta per il mancato risarcimento alla famiglia da parte dell’INPS.

La morte di Lorenzo è stata la proverbiale goccia che ha fatto traboccare il vaso della rabbia del mondo studentesco uscito già stremato da due anni di pandemia.

Nei giorni successivi alla sua morte decine di scuole sono state occupate in tutta Italia e studenti e studentesse sono scesi in piazza affrontando i manganelli delle Forze dell’Ordine (che quando si tratta di gonfiare di botte i giovani, si sa, sono sempre sul pezzo) a Roma come a Napoli passando per Milano e Torino. Nell’ultima città poi dove la Procura, allenata nella repressione del movimento NoTav, è particolarmente allergica a qualsiasi episodio di conflitto sociale, si è avuta la grottesca vicenda di quattro giovanissimi ragazzi tenuti alle misure cautelari per lunghissimi mesi accusati di alcuni tafferugli durante un corteo contro l’Alternanza il 18 febbraio 2022.

Lorenzo ricordato oggi al classico Manzoni di Milano.

Dicevamo dell’Alternanza Scuola-Lavoro: una delle tante scelte sciagurate della “sinistra” istituzionale degli ultimi trent’anni che già nel 2017 trovava una dura opposizione del mondo studentesco che si trova però tragicamente solo nella lotta e privo di qualsiasi sponda politica all’interno dei palazzo del potere.

Col passare degli anni l’Alternanza ha cambiato nome diventando ora PCTO, ma la sostanza è rimasta identica: lavoro gratuito offerto alla parte datoriale in cambio dell’astrattissimo “sogno” di un lavoro futuro.

Dopo l’ecatombe dell’anno scorso la classe politica da sinistra a destra ha speso molte (neanche troppe in realtà) parole di costernazione di fronte ai giovani morti. Solo parole però, perché nella pratica, come sempre, non è cambiato assolutamente nulla. Come diceva De André parlando dello Stato in Don Raffaè: “Si costerna, si indigna, si impegna, poi getta la spugna con gran dignità”.  Ecco. Se abbiamo sinceri dubbi su costernazione e indignazione da parte del ceto politico siamo certi l’impegno è stato pari a zero.

Per l’anniversario della morte di Lorenzo oggi, a Roma, è previsto un corteo. Iniziative sui territori anche in altre città come Napoli e Milano.

 

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