Cremona – Due condanne e un’assoluzione. Cade il reato di devastazione

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E’ stata emessa oggi la sentenza nel secondo troncone del processo con rito abbreviato per i fatti del corteo antifascista di Cremona del 24 Gennaio 2015 a seguito del tentato omicidio di Emilio da parte di un gruppo dei neofascisti di Casa Pound.

Gli imputati erano tre. Uno è stato assolto mentre due sono stati condannati inferiori all’anno. L’elemento importante della sentenza è che il reato di devastazione (dagli 8 ai 15 anni previsti) è stato riqualificato in resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento alleggerendo la posizione degli imputati.

Questa sentenza sembra entrare in conflitto con la prima sentenza emessa a Gennaio per i fatti di Cremona nella quale 4 antifascisti erano stati condannati a 4 anni con rito abbreviato proprio per l’articolo 419 del Codice Penale, l’ormai “famigerato” reato di devastazione e saccheggio.

Nelle motivazioni della sentenza di Gennaio si parlava di un corteo che era stato: “un concreto pericolo per la serenità della pubblica convivenza”. Inoltre veniva detto che: “il buon assetto o regolare andamento del vivere civile, cui corrispondono, nella collettività, il senso della tranquillità e della sicurezza, è stato posto in evidente pericolo nelle drammatiche ore in cui sono stati posti in essere gli episodi di violenza”. Un’evidente forzatura visto che gli episodi di danneggiamento avvenuti durante il corteo antifascista per Emilio erano stati assai limitati e circoscritti. Non si stava certo parlando della calata dei Lanzichenecchi in Italia nel 1630 descritta da Manzoni nei “Promessi Sposi” con la sua scia di violenze, stupri, omicidi, razzie e…giusto per finire il contagio della peste (giusto per riprendere una brillantissima citazione avvenuta durante il processo per i fatti del Primo Maggio a Milano proprio per lo stesso reato).

Quello di oggi potrebbe essere un altro passaggio importante, dopo quelli di Roma e Milano, per mettere in discussione quell’abominio giuridico lascito del Codice Rocco di era fascista che è l’articolo 419.

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