Devastazione e saccheggio – I processi di Milano e Roma

13151950_1149700105070324_6470995663009814431_n
image-43432
Il 5 Maggio si apre a Milano il processo con rito abbreviato a 4 attivisti (due ai domiciliari e due detenuti in carcere) per i fatti del Primo Maggio NoExpo del 2015.
Gli arresti sono stati eseguiti il 12 Novembre dell’anno scorso e, tra i reati contestati, c’è l’ormai famigerato articolo 419 del Codice Penale: devastazione e saccheggio. Un reato che risale al Codice Rocco di era fascista e che prevede pene spropositate, che vanno dagli 8 ai 15 anni di carcere.

Nell’udienza preliminare del 20 Aprile sono state ammesse come parti civili Unicredit e il Ministero dell’Interno con richieste superiori al milione di euro di danni.
Da sottolineare che le parti offese erano in teoria circa una sessantina, ma solo due hanno deciso di costituirsi.
Insolita la richiesta del Ministero dell’Interno di richiedere 7.726,13 euro come “risarcimento” delle ore straordinarie usate dagli uomini della Digos per analizzare i filmati.
Da evidenziare il fatto che il Ministero è stato ammesso come parte civile solo per le resistenze e non per il reato di devastazione e saccheggio.
La sentenza è prevista per il 9 Giugno.

Di pochi giorni fa è anche la pubblicazione della sentenza del tribunale di Atene che ha negato l’estradizione di 5 studenti greci per i quali era stato spiccato un mandato di cattura europeo sempre per i fatti del Primo Maggio 2015 e per gli stessi reati contestati agli Italiani.
La corte ha sottolineato che nel diritto greco la responsabilità penale è personale e non collettiva come previsto invece da un reato “concorsuale” come il 419.
In aggiunta a ciò, nell’ordinamento greco non è previsto un reato del genere e le condotte relative a conflittualità di piazza sono punite con pene molto inferiori.
Oltre a essere un precedente interessante, la sentenza greca ha anche una valenza politica:la Grecia, come l’Italia, viene da un’esperienza di dittatura fascista (da noi Mussolini, da loro i colonnelli). Ma i Greci sembrano aver fatto maggiormente i conti con i “residui” della legislazione totalitaria mentre noi conserviamo interi articoli del Codice Rocco degli anni ‘30.

Con molta probabilità, il 12 Maggio sarà emessa a Roma la sentenza per uno dei processi relativi ai fatti del 15 Ottobre 2011. Gli imputati sono 17 e anche qui il reato contestato è devastazione e saccheggio.
L’accusa ha chiesto 115 anni complessivi di carcere.

Tag:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *