Stato di emergenza in Rojava

Mentre USA ed Europa sono concentrati sul problema dell’invasione dell’Ucraina e sull’allargamento e rafforzamento della Nato, l'”uomo della pace” Erdogan – chiamato a far da mediatore – bombardava e tutt’ora colpisce il Kurdistan iracheno, pianificando di allargare la sua occupazione in Rojava.
Il veto della Turchia all’ingresso della Svezia e della Finlandia nella NATO era un’occasione per realizzare i suoi obiettivi, e infatti è questo che è accaduto.
Non c’è molto di nuovo: i ministri dei vari paesi dell’alleanza atlantica hanno sempre trattato e stretto le mani di Erdogan per loro giochi di interesse. Non dimentichiamo a questo proposito l’accordo UE-Turchia sulla pelle delle persone migranti.

La NATO ha aperto la porta alla Svezia e Finlandia, chiudendo la porta della giustizia e dei diritti del popolo curdo; questo ha dato il via libera e le garanzie ricercate da Erdogan per giustificare ogni sua azione militare contro il popolo curdo e contro la politica interna in Turchia.
L’Europa continuerà a ignorare l’appello dei curdi, la sofferenza, la persecuzione secolare del popolo curdo sventolando la bandiera della pace?

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“A tutte le reti di Rise Up for Rojava, a tutti gli amici della rivoluzione e a tutti i compagni che lottano contro il fascismo.
Il 7 luglio 2022 l’amministrazione autonoma ha dichiarato lo stato generale di emergenza per tutte le regioni del nord est della Siria. Nelle ultime settimane gli attacchi dello stato turco su tutti i fronti del Rojava, con gas e bombardamenti massicci di artiglieria, sono intensamente aumentati.
Allo stesso tempo quotidianamente i compagni e i civili vengono presi di mira e uccisi dai droni.
Dopo l’ultimo incontro NATO a Madrid è diventato chiaro come la NATO e i suoi attori principali: USA, Germania, Gran Bretagna, Francia e Italia hanno dato il via libera alla Turchia per una nuova invasione del Rojava- Siria del nord.
Al momento la situazione sta diventando quotidianamente più intensa, i mercenari turchi sono mobilizzati al confine, armi pesanti vengono portate al confine e grandi convogli militari sono stati mandati nella regione.
Non possiamo dire esattamente quando ci sarà un’escalation della situazione, ma una cosa è chiara, l’escalation è imminente. Dobbiamo capire cosa significa ciò.

In pochi giorni celebreremo il decimo anniversario della rivoluzione.
Dieci anni fa, il 19/07/2012, il popolo di Kobane ha preso il suo destino in mano, liberato il suo territorio e ha dato il via alla Rivoluzione. Da allora il popolo del Rojava, nelle più difficili condizioni e con enormi sacrifici, ha costruito la propria vita e il proprio territorio a mani nude.
Questa Rivoluzione ha generato una ripresa dell’internazionalismo nel 21esimo secolo e ha creato una realtà di lotta che è ispirazione per noi tutti.
Tutti i successi degli ultimi dieci anni sono a rischio in questo momento.
Una nuova invasione della Turchia in Rojava significherà o la fine del progetto socialista del Rojava o diventerà il motivo per il collasso del fascismo turco.
La regione qui cadrà in un’era buia oppure il sole della libertà splenderà alto nel cielo e brillerà di speranza nell’orizzonte, verso le quattro direzioni del mondo.
Per questa ragione facciamo appello a tutti perché capiscano la gravità della situazione e perché si preparino di conseguenza. Mandate la vostra solidarietà al Rojava il 19 luglio, preparatevi per il giorno X, costruite iniziative locali di rise up for Rojava e siate voi stessi creativi.

Insieme ci alziamo contro la NATO, insieme distruggeremo il fascismo turco, insieme difenderemo la rivoluzione e insieme lotteremo per il Rojava.
Vi diciamo serkeftin e vi mandiamo i nostri saluti rivoluzionari e rispettosi dal Rojava”.

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