[DallaRete] Sulle ultime evoluzioni in Kurdistan e sugli attacchi turchi contro i Curdi

ImageDietro il roboante annuncio dell’avvio delle operazioni militari turche contro ISIS si nasconde una grande operazione repressiva contro i Curdi e le loro strutture politiche. Riportiamo alcuni articoli che fanno il punto della situazione.

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Molti arresti nelle operazioni di genocidio politico dell’AKP (da http://www.uikionlus.com/)

OPERAZIONI

URFA
32 giovani sono stati arrestati in operazioni di perquisizione di abitazione da parte delle forze di polizia nei distretti Viranşehir, Ceylanpınar e Suruç di Urfa.
Nove giovani detenuti nelle zone di Şırnak, Hürriyet, Cumhuriyet e Yenişehir di Viranşehir sono stati accusati di far parte dello YDG-H (Movimento della Gioventù Patriottica Rivoluzionaria).

SURUÇ
La polizia ha condotto operazioni anche nel distretto di Suruç dove 31 giovani socialisti sono stati uccisi nel massacro del 20 luglio.
12 persone sono state arrestate fino ad ora nelle operazioni condotte nelle zone di Sarayaltı, Cumhuriyet, Aydın, Dikili e Yenişehir.
Zeliha Çağan, madre di uno dei giovani detenuti ha detto che suo figlio ha aiutato a trasportare i feriti dopo l’attacco suicida e probabilmente è in arresto per questo motivo.
Nel distretto di Ceylanpınar la polizia ha arrestato 10 persone tra cui i dirigenti distrettuali del DBP nell’ambito di perquisizioni domiciliari nelle zone e nelle campagne di Mehmet Akif Ersoy, Aydınlık, Yeni Mahalle.Tutti i detenuti in questi tre distretti sono stati portati alla centrale di polizia di Urfa.

ŞIRNAK
Nel distretto İdil (Hezex) di Şırnak, all’alba le forze di polizia accompagnate da veicoli blindati hanno assalito una serie di case nella zona di Turgut Özal. Sfondando le porte delle case e facendo perquisizioni minuziose in tutte, la polizia ha anche malmenato le persone all’interno delle case prese di mira nell’operazione. Tre persone, tra cui due ragazzi, sono state arrestate nell’operazione. Anche qui si ritiene che il numero di arresti aumenterà.Gli arrestati sono stati portati alle centrali di polizia distrettuali.

IĞDIR
Nove persone sono state arrestate nelle operazioni nella provincia di Iğdır, tra cui il co-presidente provinciale del DBP Zübeyde Kaynar, il co-presidente provinciale dell’HDP Dilber Turan, l’ex sindaco Hüseyin Malk, il dirigente dell’HDP Emine Kartal e componenti del BDP. Gli arrestati, accusati di ‘opposizione alla legge in incontri e manifestazioni’ e di aver ‘diffuso propaganda per un’organizzazione terroristica’.

BİTLİS
Sette giovani sono stati arrestati in operazioni di polizia a Bitlis per presunta appartenenza al movimento giovanile curdo YDG-H. Gli arrestati sono stati portati alla centrale di sicurezza provinciale. Si prevede che il numero di arresti aumenterà. L’avvocato della sede di Bitlis dell’IHD (Associazione per i Diritti Umani) Bakir Yazı che si è recato alla centrale di polizia per avere informazioni rispetto agli arresti ha subito un’aggressione da parte della polizia che lo ha lasciato con un braccio rotto.

VAN
Un ampio numero di squadre di polizia ha perquisite case nella zona di Hacıbekir (Xaçort) nel distretto di İpekyolu di Van a mezzanotte. Il numero di arresti deve ancora essere verificato. La polizia ha insultato e malmenato nelle case prese di mira.Due persone sono state arrestate nel centro della città di Van e portate alla centrale di polizia.

MARDİN
11 persone sono state arrestate in perquisizioni domiciliari avvenute in contemporanea nelle zone di Tepebaşı, Berçem, Koçhisar e Mezopotamya del distretto di Kızıltepe di Mardin.
Gli arrestati in questa operazione condotta dalla polizia antiterrorismo sono stati portati alla centrale di polizia distrettuale e pare che dopo aver reso le loro dichiarazioni verranno portati alla centrale di sicurezza di Mardin.
La polizia ha anche perquisite molte case nel distretto di Midyat di Mardin ma ad ora non viene riferito alcun arresto dato che le persone ricercate nell’operazione non erano reperibili negli indirizzi presi di mira.

ELAZIĞ
Le operazioni contemporanee nelle zone di Ulukent, Kırklar, Hicret e Rızaiye della provincia di Elazığ sono finite con l’arresto di sei persone le cui case sono state sottoposte a minuziose perquisizioni.Componenti dell’HDP e il dirigente provinciale del DBP di Elazığ Şehmuz Kaya sono tra gli arrestati che sono stati portati alla centrale di sicurezza.

BATMAN
Cinque persone sono state arrestate a Batman per presunti lanci di sassi in varie manifestazioni. Gli arrestati sono stati portati alla centrale di polizia distrettuale.

BİNGÖL
La polizia ha commesso violenze anche durante le operazioni a Bingöl dove nove persone sono state arrestate e portate al distretto di polizia, tra cui lavoratori della sede centrale del DBP. Si ritiene che il numero di arresti aumenterà.

İSTANBUL
103 persone sono state arrestate nelle vaste operazioni di polizia che hanno interessato 140 indirizzi in 26 distretti.
Una serie di giovani curdi e di componenti dell’HDP sono stati arrestati nelle cosiddette operazioni “anti YDG-H, DHKP-C, ISIS”, oltre ad alcuni stranieri che avrebbero legami con l’ISIS. Mentre gli arrestati sono stati portati alla centrale di polizia in Vatan Avenue dopo un controllo medico, una donna di nome Günay Özarslan è stata uccisa durante una perquisizione domiciliare nel distretto di Bağcılar.

Pare che Halis Bayuncuk – che ha chiamato alla jihad durante le preghiere per l’Eid dei simpatizzanti di ISIS a Istanbul la settimana scorsa, – e sua moglie siano tra gli arrestati nelle operazioni di oggi.

ANKARA
Nove persone sono state arrestate nell’operazione delle squadre antiterrorismo nella zona di Tuzluçayır di Ankara.

İZMİR
Gli arresti a İzmir hanno preso di mira sette persone come presunti appartenenti a PKK e KCK, tra cui il dirigente provinciale dell’HDP Selda Şenol e uno studente universitario.
Viene riferito che l’operazione viene condotta su ordine del pubblico ministero Okan Bato che si occupa di crimini di natura politica. Secondo informazioni ottenute dagli avvocati si prevede che il numero di arresti aumenterà.

BURSA
Irruzioni a Bursa ha preso di mira prevalentemente case di componenti dell’HDP. Fino ad ora almeno sette persone sono state arrestate, tra cui il reporter di DİHA (Dicle News Agency) Ömer Gül, e si ritiene che il numero di arresti aumenterà.

KOCAELİ
Anche l’operazione di arresto a Kocaeli è stata condotta dalle squadre antiterrorismo e ha colpito 13 persone tra cui componenti dell’HDP e studenti universitari.
Dei 13 arrestati 8 sono stati rilasciati dopo aver rilasciato dichiarazioni alla polizia, mentre altri sono ancora trattenuti sotto interrogatorio.

ADANA
Perquisizioni domiciliari contemporanee sono state condotte nella provincia di Adana nei distretti di Seyhan, Yüreğir, Yakapınar (Misis) e hanno preso di mira una serie di persone tra cui componenti dell’HDP. Tutte le case colpite sono state perquisite minuziosamente.
Nel distretto di Seyhan la polizia ha arrestato 10 tra cui i dirigenti dell’HDP Cemil Demir e Mustafa Azboy e un minorenne di 17 anni. Gli arrestati sono stati portati alla sede dell’antiterrorismo della centrale di polizia di Adana.

MERSİN
Oltre 20 persone sono state arrestate in perquisizioni domiciliari avvenute contemporaneamente nelle zone di Barbaros, Şahin, Bahçe e Fahrettinpaşa nel distretto di Tarsus di Mersin. Gli arrestati sono stati portati alla centrale di polizia di Tarsus.

http://www.uikionlus.com/molti-arresti-nelle-operazioni-di-genocidio-politico-dellakp/

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Erdogan affossa la pace, il PKK riprende le armi (da http://nena-news.it/)

 

Dopo la strage di Suruç e le politiche anti-kurdi dell’Akp, il Partito Kurdo dei Lavoratori dichiara finito il cessare il fuoco con Ankara, ampiamente boicottato dalle stesse autorità turche.

Roma, 23 luglio 2015, Nena News – Al massacro di Suruç i mille volti della Turchia reagiscono in modo diverso. C’è chi scende in piazza e urla la sua rabbia contro il partito di governo, l’Akp; c’è chi manda la polizia a reprimere le proteste e blocca Twitter come se questo potesse far stabilizzare un paese sull’orlo della crisi come lo fu con Gezi Park; e c’è chi riprende le armi.

Dopo elezioni traballanti che hanno lasciato Ankara sospesa tra minacce di elezioni anticipate e fantomatiche coalizioni pro e anti-Erdogan, a rispondere alle politiche verso Kurdistan e Siria è il Pkk. Il Partito Kurdo dei Lavoratori ha messo da parte il processo di pace promosso due anni fa dal leader prigioniero Ocalan ma mai portato seriamente avanti dalle autorità turche: ieri due poliziotti turchi sono stati uccisi da colpi di pistola alla testa nella città meridionale di Ceylanpinar, nella provincia di Sanliurfa, la stessa di Suruç. L’azione è stata rivendicata dall’Hpg, il braccio armato del Pkk, come forma di vendetta per l’uccisione di 32 giovani socialisti nel centro culturale Amara. La polizia turca va punita, si legge nel comunicato del gruppo, perché “collabora con l’Isis”.

E oggi arriva anche una seconda rivendicazione: il venditore di saponi Mursel Gul, ucciso la sera del 21 luglio a Istanbul con quattro colpi di arma da fuoco, è morto perché accusato di essere membro dello Stato Islamico. Anche qui la mano è del Pkk, che ha rivendicato l’azione, o meglio del braccio armato giovanile, l’Ydg-H. Gul avrebbe attraversato per ben quattro volte il ben poco controllato confine tra Siria e Turchia, ha fatto sapere la polizia, e aveva un account Twitter in cui esaltava le azioni del movimento islamista.

L’attacco di Suruç ha agitato acque già di per sé poco tranquille. Ma il Pkk si era già mosso prima: il 19 luglio un soldato turco era morto durante scontri nella provincia di Adiyaman, una settimana dopo che il gruppo aveva annunciato la fine del cessare il fuoco. Lo aveva reso noto il Kck (Gruppo delle Comunità in Kurdistan), organizzazione interna al Pkk: il governo turco non ha mantenuto le sue promesse, ha incrementato i posti di blocco e le stazioni di polizia nelle aree kurde, ha costruito un numero di dighe sproporzionato alla produzione energetica kurda, ha ucciso civili.

“I nostri guerriglieri – si legge nel comunicato – con senso di responsabilità si erano impegnati a onorare il cessare il fuoco fin dall’inizio del processo, ma il governo turco con azioni arbitrarie ha già ripreso la guerra contro il popolo kurdo. E noi non resteremo in silenzio”.

Se le tensioni subiranno un’escalation, la possibilità di giungere alla pace si allontanano sempre di più. Il presidente Erdogan, primo ministro all’epoca del cessate il fuoco e delle prime proposte della leadership kurda, ha volontariamente boicottato un negoziato reale e regge sulle sue spalle il fallimento della pace. Da tempo, dal carcere, Abdullah Ocalan manda messaggi di distensione dopo aver stabilito la fine della lotta armata (i combattenti kurdi si erano ritirati dalle montagne, molti avevano lasciato il paese). Ma il nemico interno è una preda succosa per un paese mai stabilizzato dopo le riforme in chiave islamista imposte dall’Akp, una Turchia in trasformazione in cui giovani guardano fuori e scendono in piazza per manifestare aperto dissenso alle politiche neoliberiste del presidente.

Erdogan gioca con il fuoco, come ha fatto con lo Stato Islamico a cui ha garantito una folle libertà di movimento al confine con la Siria (sarebbero nell’ordine di migliaia gli islamisti entrati dalla Turchia). Oggi pare troppo tardi per lanciare campagne di arresti di massa alla frontiera, come promesso in questi giorni. In una telefonata con il presidente Obama, Ankara si è impegnata, con il sostegno Usa, a “frenare l’afflusso di miliziani stranieri e mettere in sicurezza la frontiera con la Siria”.

Basta guardare ai dati: nei primi sei mesi del 2015 le autorità turche hanno arrestato al confine 457 persone, di cui la metà cinesi. Ben poche se si pensa che le Nazioni Unite hanno stimato in mille al mese il numero di nuovi adepti dell’Isis diretti in Siria e Iraq. Nena News

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